
Non verrà abbattuto, almeno non a breve, il viadotto "fantasma" di Lugano, noto anche con il nome di "Brentino".
A chiedere lumi al Consiglio di Stato sul viadotto realizzato alla fine degli anni '60 ma mai utilizzato era stata un'interpellanza presentata da un nutrito gruppo di deputati (prima firmataria Sara Beretta Piccoli, PPD), i quali chiedevano se fosse finalmente giunta l'ora dell'abbattimento di quell'inutile lingua di cemento (vedi articolo suggerito).
Il Governo risponde loro spiegando che dopo il trapasso della proprietà della Confederazione al Cantone, avvenuto nel 2015, è stato avviato un progetto preliminare, non ancora concluso, che verrà seguito da un progetto di massima. La tematica sul suo futuro potrà quindi essere affrontata unicamente a mandato concluso, ciò che dovrebbe avvenire verso la metà del 2018.
Sulla questione sicurezza, il Consiglio di Stato dichiara che il viadotto viene ispezionato periodicamente e che in base all'ultimo controllo, risalente alla fine del 2013, "non si sono riscontrate criticità a livello strutturale."
Il discorso sull'abbattimento del fantasma è quindi rimandato a fra almeno un anno.
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