
Raccoglie le prime critiche il progetto di arredo verde disegnato da Alfredo Baratella e Leonardo Magatti per la riqualifica di via Nassa a Lugano.
Un progetto che affascina i membri dell'Associazione Via Nassa, ma non l'architetto Paolo Fumagalli, secondo cui si tratta di una banalizzazione della più esclusiva via cittadina.
L'Associazione Via Nassa, ricordiamo, sostiene che il progetto rappresenta "un allestimento naturale capace di fondersi armonicamente con il contesto commerciale e storico della via" (vedi articolo suggerito).
"Armonicamente con il contesto storico, ma scherziamo?" replica l'architetto Fumagalli in un'opinione pubblicata oggi sul Corriere del Ticino. "Mentre da un lato in una cappa di silenzio due giorno dopo Natale, il 27 dicembre 2016, è stato raso al suolo l'ottocentesco viale Castagnola, denso di una storia che risale all'inizio del turismo a Lugano, qui in via Nassa si pensa di costruire per il turista una storia falsa, fatta di aiuolette e alberelli dentro una strada che - è di nuovo la storia a dirlo - risale al Medioevo. Dove sono lo spazio urbano e le facciate intonacate delle case e il selciato e la pietra della strada che ne dettano la qualità."
"Qui il verde è estraneo, è un alieno in via Nassa come lo sarebbe dentro piazza della Riforma o dentro la medievale Marktgasse a Berna o la rinascimentale piazza San Marco a Venezia o la barocca piazza Navona a Roma" prosegue l'architetto Fumagalli, secondo cui bisogna quindi salvare "l'unicità di una via avvolta dentro se stessa, avvalorata dal suo opposto, la strada del lungolago, aperta invece verso il lago e le montagne."
"Questi sono i valori da difendere" scrive l'architetto. "Valori da opporre alla banalizzazione che avanza, proprio quella banalizzazione che l'Associazione via Nassa inventa con giardinetti e alberelli, schiacciati contro le colonne dei portici, che vivono solo grazie all'artificio delle odierne tecnologie dei vivaisti contemporanei."
"E così facendo quest'associazione che vuole promuovere la qualità trasformerà la "esclusiva via Nassa", come dicono loro, in uno spazio identico a quelli che si possono trovare nei tanto temuti shopping fuori città" conclude l'architetto Fumagalli. "Certo, per ora è solo la proposta di un'associazione, non la decisione del Municipio. Per fortuna."
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