
Il forte vento, preannunciato da MeteoSvizzera, è arrivato puntuale a sferzare a Sud delle Alpi, accompagnato da una serie di disagi, che hanno colpito soprattutto il Sottoceneri. Come riferisce Rescue Media, alberi divelti e tettoie pericolanti sono le principali casistiche registrate nelle prima parte della mattinata.
Alcune piante in particolare sono cadute a Magliaso, Dino, Sigirino, Lamone, Curio e Breganzona. In alcuni casi gli alberi hanno ostruito la carreggiata, ciò che ha reso necessario l'intervento dei pompieri. Problemi di traffico sono stati segnalati sulla strada tra Magliaso e Neggio, così come ad Aranno, sulla strada tra Bioggio e Bosco Luganese, e tra Carnago e Cureglia.
Nel Sopraceneri la caduta di alberi ha provocato problemi al traffico tra Maggia e Coglio. Anche nel Bellinzonese sono stati segnalati problemi con piante pericolanti a Sementina e Bellinzona, dove all'altezza dell'incrocio tra via Pratocarasso e via Motta si è letteralmente piegato un albero in un giardino di una casa (vedi foto di un nostro lettore).
A Melide, all'interno della Swissminiatur, una pianta pericolante di grosse dimensioni è stata abbattuta per evitare che potesse colpire la struttura (come già accaduto lo scorso anno).
In via Industria a Cadempino, invece, alcuni pannelli solari sono stati divelti dal vento e sono andati a colpire lo stabile adiacente, danneggiandolo.
Stamani, l’aeroporto di Agno ha subito l’annullamento di due voli di linea: quello delle 10 da Zurigo e quello delle 10.30 per Kloten.
L'allerta di grado 3, diramata già ieri da MeteoSvizzera, è valida fino alle ore 18.00 in tutto il Cantone. Le raffiche sfioreranno i 90 km/h in pianura, mentre in montagna i 120 km/h.
Brusco ritorno dell'inverno a Nord delle Alpi
Se al Sud è il vento a farla da padrone, al Nord delle Alpi protagonista è la neve. Molte regioni si sono infatti risvegliate sotto un manto bianco, soprattutto lungo le Alpi centrali e orientali. Il brusco ritorno dell'inverno ha registrato addirittura livelli record a San Gallo, dove sono caduti circa 19 cm. Un quantitativo mai registrato prima nel mese di maggio (il record precedente era di 12 cm il 7 maggio 1957).
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