
Anche in Ticino gli ospedali sono sotto pressione. Nonostante i numeri tendenzialmente più bassi durante i giorni di Natale (sono stati fatti quasi la metà in meno dei test che si effettuano quotidianamente), i ricoveri sono rimasti sempre alti. Attualmente, infatti, nei nosocomi ticinesi che si occupano di pazienti Covid ci sono 376 persone, 31 delle quali ricoverate nelle ultime 24 ore.
Le autorità hanno deciso di organizzare un punto stampa per aggiornare sulla situazione epidemiologica e ospedaliera a livello cantonale. I relatori Paolo Bianchi, direttore della Divisione della salute pubblica e coordinatore del Dipartimento della Sanità e della socialità (DSS) e il Prof. Dr. med. Paolo Merlani, Direttore medico del Servizio di medicina intensiva dell’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) e Direttore sanitario dell’Ospedale Regionale di Lugano hanno così spiegato la situazione nei nosocomi, ripercorrendo i mesi dalla prima ondata ad ora. Merlani ha infatti spiegato dettagliatamente il meccanismo della Medicina intensiva, raccontando in prima persona tutto quello che il personale sanitario affronta quotidianamente. “Durante l’estate poi, non abbiamo riposato ma abbiamo recuperato tutto ciò che avevamo accantonato e preparato tutto ciò che necessitava la seconda o la terza ondata”. Un viaggio interessante, eloquente, che non lascia spazio a dubbi sul grandissimo lavoro delle strutture sanitarie in questo anno surreale. “Non credo che la popolazione abbia davvero capito lo sforzo incredibile”, ha detto nelle battute finali Merlani. “Io chiedo un regalo: rispettate i comportamenti corretti. È un gioco di squadra e vinceremo insieme”.
16:06 - Fine conferenza stampa
16:05 - “Nel vostro nosocomio ci sono state risposte negative per il vaccino?”
Merlani: “Spero che sia abbondantemente sopra il 60%, conosco personale che ha detto no ma non conosco le motivazioni che sono fondamentali. Alcuni si sono già ammalati e magari anche questo invita a non vaccinarsi, è da capire e i dati del sondaggio non sono ancora completi”.
16:04 - Domande
16:02 - “Situazione surreale”
Merlani: “Non so se la popolazione abbia capito davvero lo sforzo incredibile, la situazione è surreale. Io chiedo un regalo, quello di rispettare comportamenti corretti, è un gioco di squadra e solo insieme vinceremo ma sicuramente ognuno può fare la sua parte”.
16:00 - Difficoltà supplementare
Merlani: “Oggi ci sono difficoltà supplementare, tra cui la stanchezza del personale molto comprensibile così abbiamo organizzato una turnistica tra Covid e non Covid. E, oltre a ciò, influisce la malattia del personale che oggi è al 10% e che ha un forte impatto sul dispositivo. Su questo fronte anche le vaccinazioni che stanno per arrivare potranno essere d’aiuto. Infine, ci sono focolai nosocomiali, che succedono e succederanno ancora”.
15:55 - La seconda ondata
Merlani: “Da 53 letti pre Covid di Medicina Intensiva, siamo arrivati a 71 posti Covid. Abbiamo calcolato che avremo un massimo dell’estensione con 108 posti letti disponibili. Questo però vuol dire che i letti per gli altri pazienti diminuiscono giorno per giorno e mettere da parte un intervento, piuttosto che un altro, dipende anche da quanto dura la crisi. Se non avessimo creato i posti supplementari avremmo il 142% del tasso di occupazione. Il confronto con la Svizzera è eloquente, durante la seconda ondata siamo passati da 149 posti letti a 228 di medicina intensiva”.
15:52 - Dopo la prima ondata
Merlani: “Durante l’estate abbiamo dovuto recuperare tutte le operazioni (effettuato circa il 70%) e abbiamo dovuto rimontare tutto quello che avevamo smontato per la prima ondata, coscienti che sarebbe arrivata la seconda ondata. Così abbiamo formato 30 infermieri per la Medicina intensiva e abbiamo preparato i ‘blocchi di prontezza’ e migliorato la struttura”.
15:50 - Pre Covid e prima ondata
Merlani: “Abbiamo creato 108 posti Covid e 38 di cure continue. Il limite però c’è stato e sono state le risorse umane come gli infermieri specializzati”.
15:46 - La nuova organizzazione
Merlani: “I monitor centrali sono stati smontati letteralmente dai pronti soccorsi chiusi, così come tanto altro equipaggiamento come letti, defibrillatori e macchine per dialisi. La logistica è davvero complessa e lo sforzo è incredibile, ora è chiaro perché abbiamo dovuto chiudere alcuni reparti. I ventilatori, tanto nominati durante la prima ondata, sono stati forniti anche dall’Esercito. In totale abbiamo spostato più di 300 apparecchi grossi, la prima ondata è durata circa un mese e quindi è stato fatto tutto in velocità”.
15:45 - Gestione in team
Merlani: “Abbiamo subappaltato diverse mansioni. Abbiamo un team solo per ‘pronare’, ovvero girare i pazienti, team solo per gesti tecnici, di agiologi, nefrologia per dialisi, di cure palliative e di malattie infettive. E questi non fanno parte dei 250 numerati prima”.
15:40 - Posti di reparto e medicina intensiva dedicati a Covid
Merlani: “Durante la prima ondata, siamo riusciti a creare 34 posti non covid e 108 posti messi a disposizione per pazienti Covid, per un totale di 142 posti. Abbiamo così raggruppato il personale di medicina intensiva, siamo passati ai turni da 8 a 12 ore e questo ci ha permesso di reclutare diverso personale, circa 200 persone in più e siamo riusciti a creare dei team organizzati. D’altra parte però, abbiamo dovuto introdurli e formarli. Così abbiamo fatto anche per i medici, chiudendo anche alcuni pronto soccorso reclutando così circa 52 medici in più”.
15:38 - L’equipaggiamento
Merlani: “Ogni letto necessita un monitor, un ventilatore, così come almeno 5 pompe infusione e così le macchine per dialisi (durante la prima ondata 1/3 dei pazienti ne ha avuto necessità)”.
15:35 - Medicina intensiva
Merlani: “Un paziente ‘leggero’, ha bisogno di 5 infermieri, mentre quelli malati possono avere a disposizione fino a 15 infermieri. Per questo sono necessarie un numero molto elevato di personale specializzato. I reparti di medicina intensiva hanno bisogno di una certificazione e ad oggi sono certificati 53 posti”.
15:32 - Prende parola Merlani
Merlani: “La medicina intensiva si occupa della presa a carico di disfunzione di un o più organo vitali, in pazienti a rischio di morire però con prognosi potenzialmente favorevole. La medicina intensiva è praticata da un team specializzato e in un luogo specializzato. Le cure continue si occupano di pazienti meno gravi, ma spesso è difficile fare la differenza tra medicina intensiva e cure continue”.
15:30 - “Il vaccino non deve farci abbassare la guardia”
Bianchi: “Il vaccino non deve farci abbassare la guardia, dobbiamo continuare a perseguire gli obiettivi e a rispettare le misure. Così potremo dare un contributo tangibile visto che la situazione è estremamente delicata”.
15:29 - Personale impiegato a Locarno
Bianchi: “C’è stato un aumento del personale infermieristico all’Ospedale di Locarno che si occupa di pazienti Covid, ha aumentato nel complesso del 27% il personale sanitario”.

15:28 - Cure intense
Bianchi: “Prima della pandemia vi erano 52 letti certificati in Ticino, e oggi ci sono 102 letti destinati completamente ai pazienti Covid. La punta massima l’abbiamo proprio in questi giorni con 44 pazienti ricoverati”.

15:22 - Letti Covid di reparto
Bianchi: “Su 1’366 letti a disposizione avevamo deciso di mettere a disposizione un tot di letti per pazienti Covid. Ora circa un 1/4 dei letti sono occupati dai pazienti col virus. Il dato in termini di sacrificio e di precarietà di questo equilibrio nella cura delle patologie emerge soprattutto negli enti che ospitano i pazienti Covid. Nella prima ondata di mille letti queste strutture ne avevano a disposizione oltre il 60% dei pazienti Covid, adesso è attorno al 44% con il dispositivo aggiornato. Questo fa capire quanto spazio la presa a carico del virus impone alle strutture ospedaliere”.

15:20 - I decessi
Bianchi: “Le curve seguono lo stesso andamento. Abbiamo registrato la settimana scorsa il raggiungimento della quota 350 decessi avuti durante la prima ondata. I decessi continuano a verificarsi in maniera costante, il tasso di letalità ha differenze notevoli tra la prima e la seconda ondata”.
15:16 - “Stagnazione anche per gli ospedalizzati troppo alta”
Bianchi: “Anche a livello delle ospedalizzazioni la stagnazione è a un livello troppo elevata”.
15:12 - “Situazione stabile a un livello troppo alto”
Bianchi: “La grande stagnazione che abbiamo è di livelli molto elevati, nella prima ondata si testavano solo persone con sintomi particolarmente gravi ma da novembre la situazione è stabile su livelli importanti”.

15:09 - “Livelli alti di ospedalizzazioni”
Bianchi: “Il picco durante la seconda ondata è stato segnato al 23 novembre, ma siamo da settimane a livelli estremamenti alti a livello di ospedalizzazioni. Lo stesso discorso vale per i pazienti ricoverati in cure intense, che ad oggi sono 43. Un altro dato interessante a livello cantonale è quello dei test effettuati che sono stati più o meno 600, la metà del dato abituale”.
15:04 - Il punto sulla situazione ospedaliera
Paolo Bianchi: “La campagna di vaccinazione desta grande attenzione ma non dobbiamo dimenticare i dati nei nostri ospedali. A livello svizzero in tre giorni ci sono stati 10mil casi, oggi più di 4mila casi e così si conferma la stagnazione tra i 4 e 5mila casi giornalieri. Tutti i dati sono un po’ di difficile interpretazione a causa delle festività. Il tasso di riproduzione è dinamico, in Ticino secondo gli ultimi dati del 14 dicembre siamo leggermente inferiore al valore 1. Noi abbiamo anche una calcolazione interna e siamo a 0.92, è un dato attuale ma tiene conto del minor numero delle persone positive della scorsa settimana”.
15:00 - Inizio previsto per la Conferenza stampa
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