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Ticino
Il turismo saprà sfruttare la pandemia?
Foto CdT/ Chiara Zocchetti
Foto CdT/ Chiara Zocchetti
Redazione
5 anni fa
Il Canton Ticino festeggia un attrattività turistica quasi senza precedenti, ma saranno i prossimi anni a mostrare se il settore avrà saputo cogliere questa situazione straordinaria

Ancora una volta le restrizioni premiano il turismo del nostro cantone. Le strutture alberghiere a sud delle Alpi, infatti, hanno vissuto un mese di maggio da leccarsi i baffi. Rispetto allo scorso anno, quando la situazione era ancora pesantemente condizionata dall’uscita dal lockdown, il confronto ha dell’incredibile, ma anche rispetto al passato le cose sono migliorate. Il presidente di Hotelleriesuisse Sottoceneri, Federico Haas lo definisce un periodo straordinario: “Un maggio così, io che è da quarant’anni che sono sulla piazza, non l’ho mai visto”. Non è ancora tempo però, avvisa, di lasciarsi andare troppo, perché “il 2022 sarà la cartina tornasole. Li avremo fatti stare bene veramente affinché possano considerare continuamente il Ticino come il primo sud?”, spiega Haas.

Il cliente con la doppia prenotazione
Sono ancora soprattutto i clienti svizzeri a venire in Ticino. “Ora sta tornando lentamente anche la clientela germanica”, racconta l’albergatore luganese. “L’identikit del vacanziere che viene a Lugano è quello con famiglia al seguito che quindi va sul sicuro”. Sul sicuro anche con le prenotazioni e il timore è che abbia un piede in due scarpe: “ha una prenotazione in essere a Lugano, ma ce l’ha anche a Milano Marittima o a Forte dei Marmi, che poi sotto data deciderà quale opzione scegliere”, racconta Haas. Nonostante i timori, però, le cancellazioni dell’ultimo minute sono state, finora, meno del previsto. E se ci fossero in futuro, non tutto è perduto: “Ci sarà anche un effetto di compensazione, perché se è saltato il tappo a Chiasso, è saltato anche a Basilea”.

“Estate alla grande”
Anche per i prossimi mesi tutti i segnali sono positivi: “Gli indicatori sono tali da farci pensare a un’estate alla grande a livello di strutture alberghiere. E naturalmente tutti gli stakeholders a livello turistico potranno viaggiare bene e incamerare importanti fondi anche per investire nelle proprie attività, nelle proprie aziende”, dichiara Haas. “Le somme le tireremo comunque a settembre inoltrato”.

Operazione marketing senza precedenti
La pandemia per gli alberghi ticinesi, secondo Haas, alla fine si è rivelata “un’operazione marketing senza precedenti”. Qualcosa che potrebbe arrivare a ricucire lo strappo creatosi quando destinazioni più lontane sono diventate più abbordabili. “Questo buco generazionale magari non riusciremo a colmarlo, ma i confederati che non vanno a Formentera, ma vanno ad Ascona, a Locarno o a Lugano avranno un contatto con il Ticino. E se questo contatto di simpatia rimarrà nella memoria di quelli che sono i nostri clienti del futuro, avremo una buona situazione per il futuro”. La sfida è dunque questa e buona parte della partita, secondo l’albergatore, si giocherà sulle strutture. Perché i clienti che visitano ora il Ticino sono esigenti e con un alto potere d’acquisto. “Il parco alberghiero di Lugano è rimasto un pochettino seduto, nel futuro dovremo cercare di canalizzare tutto quanto è possibile per riammodernare le nostre strutture”.

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