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Ticino
Il turismo fra i settori più colpiti dalla chiusura del Gottardo
© CdT/Gabriele Putzu
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Redazione
3 anni fa
La chiusura della galleria del San Gottardo ha inevitabilmente ripercussioni anche sul settore turistico ticinese. A TicinoNews ne abbiamo parlato con il direttore di Ticino Turismo Angelo Trotta per chiarire la gravità della situazione.

Tra i settori inevitabilmente toccati dalla prolungata chiusura della galleria del San Gottardo – prevista fino a settembre 2024 – c’è sicuramente quello del turismo. Per capire se, e in che misura, ci sia un impatto diretto sul nostro Cantone a TicinoNews ne abbiamo parlato con il direttore di Ticino Turismo Angelo Trotta. “Innanzitutto ci tengo a dire che la notizia è arrivata un po' come una doccia fredda: si sapeva che si era un po' procrastinata questa data di riapertura per il trasporto delle persone, ma chiaramente non pensavamo che si arrivasse a una chiusura di un anno”. Prenderne atto e cercare delle possibilità di azione è quindi l’unica soluzione “al fine di incentivare i turisti a cambiare mezzo di trasporto oppure a utilizzare il treno come si faceva cinque anni fa, tornando quindi a un viaggio più lento”.

“Difficile stimare l’effetto diretto e indiretto”

Trotta non nasconde, tuttavia, che è molto difficile stimare l'effetto diretto e indiretto: “Abbiamo relativamente pochi dati sulla mobilità dei passeggeri che transitavano sul Gottardo. Non sappiamo, ad esempio, quali turisti decidono in particolare di rinunciare al viaggio, quali decidono di venire in macchina o quali prendono comunque in considerazione di spostarsi con il treno, anche se con un’ora di viaggio in più”. Quello che è noto a Ticino Turismo è però il fatto che “l'effetto diretto sui turisti di giornata - ovvero coloro che vengono per un solo giorno – è stato sicuramente molto importante, così come l’effetto sui turisti d’affari”. Il direttore ha infatti spiegato che ci sono persone che si spostano unicamente per affari, incontri, convegni o riunioni aziendali e per i quali “un viaggio andata e ritorno più lungo di due ore potrebbe far sì che rinuncino a venire in Ticino”. Ma dati a questo proposito sono molto difficili da rilevare, anche se potrebbero rivelarsi utili per il lavoro di promozione e per la ricerca di nuove strategie. “Chiaramente le FFS hanno sicuramente più dati di noi. Però non esiste un rilevamento preciso di tutti i passeggeri che transitavano con i treni attraverso il Gottardo. E soprattutto: quanti di questi sono turisti? E anche se fossero turisti: quanti poi si fermavano in Ticino o poi continuano?”. Trotta ha infatti spiegato che il Ticino “è anche una terra di transito. C'erano molti passeggeri che continuavano per l'Italia con il traffico diretto a sud, o per la Germania con quello diretto verso nord. Quello che sappiamo è che la media giornaliera dei passeggeri era all'incirca di 10mila. Chiaramente nei mesi estivi o nei fine settimana il traffico turistico è molto più forte”.

Turismo di giornata

Ticino Turismo spiega anche che il traffico ferroviario era aumentato di circa il 30% dopo l'apertura del tunnel nel 2016. “Come detto, è però molto difficile stimare la perdita di coloro che decidono di non più venire in Ticino soprattutto per passarci il fine settimana o le vacanze”. Inevitabile è tuttavia l’impatto che questa chiusura ha, e avrà, sul turismo di giornata: una fetta importante del turismo in Ticino per il turismo interno, soprattutto in un periodo così prolungato. In questo senso, c’è preoccupazione? E soprattutto, come agire per mitigare questo contraccolpo? “Effettivamente sì, siamo un po’ preoccupati. Oggi usciranno i dati di settembre, quindi ci diranno già - rispetto all'anno scorso - quanto e se ha pesato la chiusura del Gottardo. Chiaramente non tutti i dati turistici dipendono dal traffico della galleria ferroviaria del Gottardo: sappiamo anche che per esempio più del 70% di coloro che arrivavano in Ticino arrivavano con altri mezzi e non con la ferrovia. Quindi cercheremo di fare delle stime”. In ogni caso, Trotta ha già potuto affermare che i viaggiatori in meno saranno una decina di migliaia, “quindi altrettanti pernottamenti in meno dovuti a questo fenomeno”.

Una campagna attiva in tutta la Svizzera

Ticino Turismo si è quindi già attivato con delle strategie. “Abbiamo una campagna attiva in tutta la Svizzera: la campagna ‘Vivete l'autunno più bello della Svizzera’. Inoltre, siamo fuori con una campagna promozionale dove 48 alberghi danno uno sconto del 20% e per cui erano stati messi a disposizione, grazie in parte all'aiuto delle FFS, dei biglietti gratis: noi offriamo l'andata e il ritorno ad alcuni turisti”. Questi biglietti erano infatti limitati: circa 1'000 biglietti erano pensati per i mesi di settembre e ottobre; “un’offerta andata a ruba!”. Questa offerta era stata pensata per “favorire il turismo d'autunno. Visto che si dovrà aspettare fino a settembre 2024, penso che sia giunto il momento di parlare con gli altri attori, in particolare con le organizzazioni turistiche regionali, e vedere se effettivamente dovremo fare qualcosa di più a livello di marketing”. La preoccupazione maggiore è quella di dare “l'immagine di un turismo chiuso: non possiamo enfatizzare troppo la chiusura oltralpe. Noi dobbiamo sempre dare un messaggio positivo del fatto che il Ticino, anche se il Gottardo è chiuso, è sempre relativamente facile da raggiungere”. Ticino Turismo ha infatti lanciato il messaggio che “anche passando attraverso la via vecchia del Gottardo, quindi con un turismo un po' più lento, si mettono in evidenza le principali attrazioni mensili e stagionali del Ticino. Non possiamo enfatizzare troppo e in modo negativo questa chiusura”.