
Oggi fare il pieno in Svizzera non conviene più e i tempi delle code per fare rifornimento sembrano lontanissimi. Da qualche settimana il volume di benzina è drasticamente diminuito. C’è tanta preoccupazione nella fascia di confine e alcuni sono già corsi ai ripari: ci sono infatti distributori che hanno accorciato l’orario di apertura e altri che hanno addirittura deciso di chiudere nel finesettimana.
Il paragone con l’Italia
Situazione ben diversa per quanto riguarda la vicina Penisola. Il taglio delle accise di 25 centesimi, prorogato fino a inizio maggio con l’obiettivo di alleviare l’impatto del rincaro dei prezzi nelle tasche degli automobilisti italiani, ha dato una spinta al turismo della benzina. In Italia si corre e non si è mai lavorato a questi ritmi. È un gran momento, come conferma una dipendente di un distributore ai microfoni di Ticinonews. “La situazione è molto intensa, c’è una grande mole di lavoro. Tanti svizzeri, e tanti italiani che prima andavano in Svizzera, adesso vengono da noi”, spiega.
Speranze riposte nella politica
In Svizzera nella fascia di confine, come detto, c’è invece preoccupazione, anche per i posti di lavoro. La speranza di chi opera nel settore è che arrivi un intervento deciso da Berna. Un mese fa i consiglieri nazionali Marchesi e Quadri avevano interpellato il Consiglio federale, ma al momento tutto tace. “Fortunatamente i prezzi hanno smesso di crescere a disminuira come sono cresciuti nei giorni ‘pazzi’ (7-8-9 marzo)”, commenta il presidente di Swissoil Ticino Paolo Righetti, che ai microfoni di Ticinonews ha confermato un cambiamento nel comportamento dei consumatori. “Ora si attestano attorno ai due franchi al litro per i carburanti e circa 1,35 al litro per il gasolio”.
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