
Giungono alcune precisazioni da parte del Municipio di Lugano sul centro culturale Turba, situato nel palazzo di via Cattedrale 11, dopo che la Diocesi di Lugano e alcuni abitanti della zona avevano inviato una lettera raccomandata per chiedere il ripristino della legalità.
Interpellato da La Regione, il sindaco Marco Borradori - che detiene una tessera di socio del Turba, ma che, secondo i servizi giuridici della città, non costituisce un motivo valido per essere ricusato quando il Municipio dovrà decidere - ha ribadito che la Diocesi e i vicini sono stati correttamenti informati: “Dal punto di vista formale, tutto è avvenuto in maniera regolare. Abbiamo incontrato i vicini e scritto loro una lettera nella quale sono stati indicati tutti i passi della procedura. Anche la Diocesi ha ricevuto la lettera raccomandata con la decisione. Non riusciamo a capire dove sia il problema e non riteniamo corretta la missiva inviataci”.
Riguardo alla scelta della notifica, Borradori aggiunge che “non è stata presa per occultare qualcosa. Ogni singolo cittadino avrebbe potuto fare ricorso. Diocesi compresa”. Anche il municipale Angelo Jelmini ha confermato al giornale sopracenerino che “le notifiche sono state allestite correttamente. Così risulta dagli atti in Cancelleria e le ricevute postali delle raccomandate”.
Il Municipio provvederà comunque nei prossimi giorni a rispondere alla missiva della Diocesi e ha mandato ai servizi di verificare se effettivamente esiste una problematica relativa ai rumori molesti, come denunciato dai vicini e dalla Diocesi.
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