
Cambiare, sempre, alla ricerca di nuove sfide e nuove identità (e turbamenti) attraverso un programma culturale concentrato su aperture saltuarie: con queste premesse il circolo culturale Turba si prepara ad affrontare la sua seconda vita. «La prima fase della sua esistenza si è chiusa a giugno» spiega al Corriere del Ticino la presidente del comitato Carlotta Zarattini. In primavera si era parlato della chiusura del circolo, nato nel febbraio 2015 in via Cattedrale 11, ma non era ancora chiara la direzione che avrebbe preso l’associazione.
In programma, a partire da febbraio 2019, c’è un ripensamento delle attività del Turba, la cui sede rimarrà l’appartamento di fine Seicento. Una vera e propria chiusura è stata infatti scongiurata: manca un progetto di ristrutturazione della palazzina e non è in programma a breve. «Cambiamo perché fa parte dei nostri scopi metterci continuamente in discussione», continua Zarattini. Con aperture ridotte nel corso dell’anno il circolo vorrebbe affrontare, di volta in volta, un tema sotto più aspetti possibili (culturali, sociali, ecc.).
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino
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