
La Lega dei Ticinesi ha reagito con indignazione alla sentenza del 2 novembre scorso (ma pubblicata oggi) del Tribunale federale, che ha dato ragione a un cittadino italiano cui le autorità ticinesi avevano negato un permesso B a causa delle sei condanne a suo carico (vedi articolo suggerito).
"I giudici del Tribunale losannese smontano la sicurezza interna del nostro territorio e i compiti controllo locale. Lo straniero con sei condanne penali per reati finanziari, dopo la decisione negativa della Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni, decisione confermata anche dal Consiglio di Stato e dal Tribunale amministrativo (TRAM), ha ricevuto il permesso B, un indennizzo di 2'500 franchetti e sarà autorizzato a lavorare in Ticino", tuona il movimento di via Monte Boglia.
"Il Tribunale Federale ha fatto valere gli accordi di libera circolazione delle persone e il fatto che l'ultimo reato il cittadino italiano l'avesse commesso nel 2009... Questi sono i risultati della sottomissione agli eurobalivi ed al loro "diritto superiore". Accordi in favore del mercato dell'esportazione o dell'importazione di criminali? Il 25 novembre difendiamo la nostra Svizzera e facciamo valere il nostro diritto, votiamo Sì all'autodeterminazione", conclude il comunicato.
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