
Continua a far discutere l'assunzione di un collaboratore scientifico ticinese al Centro di dialettologia.
Il torinese, secondo Lurà, "ha un profilo che da noi non si trovava": una dichiarazione che non è andata giù a molti. Dopo l'interrogazione di Massimiliano Robbiani, anche cinque esponenti della destra ticinese chiedono spiegazioni al Consiglio di stato.
Nell'interrogazione di Tiziano Galeazzi (UDC), Gabriele Pinoja (UDC), Lara Filippini (UDC), Sergio Morisoli (AL) e Paolo Pamini (AL) viene sottolineata una dichiarazione del Direttore della divisione della cultura Sandro Rusconi che in un'intervista avrebbe "ammesso di non sapere se questo genere di formazione scientifica (Onomastica: Disciplina che studia i nomi propri, le loro origini e i processi di denominazione nell'ambito di una o più lingue o dialetti) sia o meno presente sul nostro territorio".
"A parte l’evidente contrasto contro l’iniziativa “Prima i nostri” - scrivono i cinque deputati - che fa sorgere la naturale questione su come un torinese possa sapere meglio di un ticinese il nostro dialetto, non si capisce se questa assunzione, dopo uno stage del candidato per più di un anno, sia avvenuta su concorso pubblico o meno".
Secondo Galeazzi e colleghi, è "incredibile poi che in tutto il Ticino e in tutta la Svizzera non si sia trovato un candidato"
A fronte di quanto esposto, i deputati interrogano il Consiglio di Stato come segue:
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