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Ticino
Il timone del LAC resta nelle mani di Gagnon
Immagine archivio CdT/Zocchetti
Immagine archivio CdT/Zocchetti
Ginevra Benzi
4 anni fa
Dopo otto anni da suo arrivo a Lugano, Michel Gagnon è riuscito a concretizzare la sua visione artistica all’interno del centro culturale

Nella sua seduta del 18 marzo, il Consiglio direttivo del LAC ha deciso, con la soddisfazione di tutti, il rinnovo per altri due anni del contratto del Direttore generale Michel Gagnon, che lo vedrà quindi impegnato in questo incarico fino a fine agosto 2024 (con l’opzione di prolungarlo fino al 2025).

Il suo arrivo al LAC
L’arrivo da Montreal di Michel Gagnon al LAC risale al 2014, ovvero un anno e mezzo prima della sua apertura ufficiale, dove gli era stato chiesto di dare il via al centro culturale e di delinearne lo sviluppo. In 8 anni, il Direttore ha saputo affermare la sua leadership nel definire il polo culturale, facendolo decollare e dando vita a una squadra di validi professionisti, indispensabili per la crescita e l’affermazione del centro stesso. Nel corso degli anni Gagnon è riuscito a portare avanti la sua visione, concretizzatasi poi con il rinnovo del mandato da parte della Città di Lugano nel quadriennio 2020-24 dove ha ridefinito il progetto tramite l’integrazione di LuganoInScena.

La soddisfazione di Badaracco e di Foletti
Particolarmente soddisfatto il Presidente dell’Ente autonomo Roberto Badaracco che ha affermato di essere “lieto che Michel Gagnon abbia accettato di proseguire questo percorso. Michel ha sempre avuto una visione complessiva del polo culturale che gli ha permesso sin dall’inizio di ottenere la fiducia della città ed in seguito anche del Consiglio direttivo. [...] Michel ha dimostrato di sapere esprimere un’ampia visione capace di posizionare il LAC sulla mappa culturale nazionale ed internazionale.” A fargli eco il sindaco Michele Foletti che ha ribadito la “sua bravura come manager culturale con valori e visioni essenziali per lo sviluppo del LAC, e conseguentemente per la crescita e l’attrattività della città di Lugano, si aggiunge una particolare attenzione per il rispetto del mandato e la salute finanziaria del progetto: i bilanci di questi ultimi due anni dimostrano che il LAC ha retto alla crisi, rimanendo in ottime condizioni finanziarie e garantendo un’eccellente sostenibilità economica a medio termine”.

LAC “come luogo di creazione e produzione”
Decisamente soddisfatto anche lo stesso Michel Gagnon che ha dichiarato che quella del LAC per come è oggi è “Una visione che ho sempre avuto e che sono felice sia stata compresa dalla città e da chi mi ha affiancato. È una delle ragioni per le quali ho accettato di proseguire il mio incarico: finalmente posso lavorare al LAC che avrei voluto, sviluppando progetti che donano valore aggiunto al centro culturale” per poi concludere con tutti i ringraziamenti del caso.

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