
Il Ticino ha bisogno di un consigliere federale per rappresentare le "particolarità" del cantone, afferma la presidente della deputazione ticinese a Berna, la leghista Roberta Pantani, in un'intervista pubblicata oggi dalla Tribune de Genève e da 24 Heures.
Senza rappresentanti in Consiglio federale, il Ticino si è a poco a poco allontanato dal Paese cui appartiene, aggiunge la consigliera nazionale.
Pantani ricorda che l'ultimo consigliere federale ticinese è stato Flavio Cotti, quasi 20 anni fa, e che da allora il contesto è profondamente cambiato. "La situazione in Svizzera e nell'Unione europea è totalmente differente", rileva la consigliera nazionale, ricordando l'evoluzione del Cantone sotto il profilo economico, ma anche nei rapporti con la vicina Italia, che si sono deteriorati.
A suo dire l'assenza di un italofono in seno al Governo ha pesato sulla comprensione della Svizzera per il nostro Cantone, poiché "la Svizzera italofona è una terza Svizzera con le sue proprie peculiarità".
È quindi necessario eleggere un consigliere federale che possa affrontare i dossier con "una sensibilità" italofona, prosegue Pantani, secondo cui i Cantoni romandi, lontani geograficamente dal Ticino, "si rendono meno conto dell'importanza della posta in gioco rispetto agli svizzero tedeschi, più abituati a venire nel nostro Cantone."
In merito alla solidarietà latina, Pantani sostiene che "non si sta facendo sentire nella corsa al Consiglio federale". Soprattutto per il fatto che i romandi stanno difendendo uno dei loro tre seggi francofoni, sottolinea: "Una ragione in più per spiegare perché sono gli svizzeri tedeschi a sostenere maggiormente una candidatura italofona."
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