
Un'azienda siderurgica nel Canton Soletta, la Stahl Gerlafingen, ha calcolato che per il mese di ottobre dovrà pagare 45 milioni di franchi per l'energia. Si tratta di un importo superiore a quello che l'azienda paga normalmente in un anno intero. Una situazione che ha portato i vertici della società a chiedere alle autorità cantonali il lavoro a tempo ridotto tra ottobre e dicembre, secondo quanto riferito domenica dalla NZZ am Sonntag. È stata una delle prime aziende in Svizzera a richiedere questo strumento a causa degli elevati costi energetici. E in Ticino cosa succede? Nei prossimi giorni partirà una lettera alla volta di Berna per chiedere chiarezza sul lavoro ridotto, ha confermato il consigliere di Stato Christian Vitta durante il Tg di Teleticino.
Per ora ancora nessuna richiesta dalle aziende
“Non ci risultano attualmente situazioni di aziende che hanno chiesto lavoro ridotto perché hanno dovuto interrompere la produzione a seguito dei prezzi elevati”, spiega il direttore del DFE. “Ma alla luce della notizia di questa azienda d'oltre Gottardo, nei prossimi giorni partirà una lettera all'attenzione del consigliere federale Guy Parmelin, nella quale si chiederà di fare chiarezza sulle direttive da applicare, per avere un quadro riferimento chiaro e per determinare i confini limite all'interno dei quali ci possiamo muovere”.
Chiare direttive per i Cantoni
Le regole del gioco, lo sappiamo, sono fissate a livello federale. Ma per Vitta si tratta di uno strumento efficace in queste situazioni. “Da parte nostra spingiamo affinché il Consiglio federale permetta il suo utilizzo e crei delle chiare direttive che i cantoni possono applicare”. Concedere il lavoro ridotto in caso di problemi legati a bollette esorbitanti non è così automatico, ma è possibile di fronte a casi eccezionali, ritiene Vitta. “Quello che stiamo vivendo in questo momento è un unicum, non ci siamo mai confrontati con situazioni di questo tipo in passato. Come abbiamo vissuto durante il Covid, di fronte a situazioni eccezionali, ci sono anche risposte eccezionali. In questo caso lo strumento del lavoro ridotto sarebbe molto efficace e permetterebbe alle aziende di superare il momento difficile, per poi essere pronte a riprendere la produzione quando le condizioni lo permetteranno”.

