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Ticino
Il Ticino 'ribelle' nel mirino dell'UE
Il Ticino 'ribelle' nel mirino dell'UE
Il Ticino 'ribelle' nel mirino dell'UE
Redazione
9 anni fa
Le rimostranze di Bruxelles approdano al Comitato misto Svizzera-UE. "Berna cercherà la via del compromesso"

Chiusura dei valichi, casellario giudiziale, modifica della legge sulle commesse pubbliche, ‘Prima i nostri’. La stampa d’Oltralpe ha spesso evidenziato come molti aspetti delle recente cronaca politica del nostro Cantone abbiano immancabilmente irritato l’Unione europea, l’Italia e il Consiglio federale.

“Ribellione dal Sud”, titola un odierno articolo della Luzerner Zeitung, che riferisce dell’incontro di venerdì scorso tra il premier italiano Paolo Gentiloni e la presidente della Confederazione Doris Leuthard, evidenziando come non sia la prima volta che il Consiglio federale si trova nella scomoda situazione di dover dare dei chiarimenti sull’agire dei Cantoni.

Agire, in questo caso del Ticino, che non è passato inosservato neppure a Bruxelles. la misura straordinaria concernente l’obbligo di presentazione dell’estratto del casellario giudiziale e del certificato dei carichi pendenti per i cittadini stranieri che richiedono il rilascio e il rinnovo dei permessi di dimora “B” o per lavoratori frontalieri “G” potrebbe infatti far breccia a Berna e l’ambasciatore dell’UE in Svizzera Michael Matthiessen, intervistato dalla Neue Zürcher Zeitung, ha già parlato di una misura che oltrepasserebbe gli attuali trattati. E le lamentele di Bruxelles sono approdate anche al Comitato misto Svizzera-UE. Invano, in quanto il comitato può prendere solo decisioni condivise da entrambe le parti.

A irritare Bruxelles, però, non è solo il casellario bensì anche la recente modifica delle Legge sulle commesse pubbliche. Il portavoce dell’ambasciatore europeo Stephan Libiszewski ha affermato che l’UE si aspetta dalla Svizzera una soluzione “nel rispetto degli Accordi bilaterali”.

E quale sarà la posizione di Berna nei confronti del ‘ribelli’ ticinesi? Il quotidiano lucernese ha intervistato Rainer J. Schweizer, professore emerito di diritto pubblico all’Università di San Gallo. Il Consiglio federale, infatti, potrebbe annullare delle decisioni cantonali ritenute in contrasto con la Costituzione federale. Uno scenario che il professor Schweizer giudica però improbabile. “Berna cercherà piuttosto la via del dialogo e del compromesso”.

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