
Con l’elezione di Guy Parmelin in Consiglio federale, si assottigliano sempre più le chances di vedere presto un ticinese nella stanza dei bottoni. Anche se la missione non è impossibile. La nomina del vodese, ha portato a quota tre su sette la rappresentanza latina nel Governo federale.Ed è praticamente impossibile che prossimamente venga eletto un quarto latino in Consiglio federale.
E così il seggio di Doris Leuthard, il primo in ordine di tempo a tornare libero prossimamente per anzianità di carica, non verrà sicuramente assegnato ad un ticinese, ovvero al superfavorito, il consigliere agli Stati e Capogruppo PPD Filippo Lombardi. Ma allora dobbiamo rassegnarci a non vedere per un bel po’ un ticinese in Consiglio federale?
Non tutto è perduto. Il Ticino potrebbe tornare a rivendicare un seggio, solo se uno dei tre latini attualmente in carica Alain Berset, Didier Burkhalter, e Guy Parmelin dovesse decidere di lasciare. Ma chi dei tre potrebbe fare un passo indietro? Di sicuro non Parmelin, appena eletto, e nemmeno Berset da soli quattro anni in Governo.
Voci sempre più insistenti danno per partente il consigliere federale Didier Burkhalter che potrebbe ambire ad un posto nelle Nazioni Unite, o nell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione Europea. E se ciò accadesse, il Ticino potrebbe tornare a rivendicare un posto in quota PLR. Tra i favoriti figurano il capogruppo Ignazio Cassis, il consigliere nazionale Giovanni Merlini o il senatore Fabio Abate.
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Christian Fini
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