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Ticino
"Il Ticino poco ascoltato a Berna? Non direi"
"Il Ticino poco ascoltato a Berna? Non direi"
"Il Ticino poco ascoltato a Berna? Non direi"
Redazione
9 anni fa
Intervista al prossimo presidente della Deputazione ticinese alle camere federali Marco Romano. Quali saranno i temi caldi?

Dal 2018 il consigliere nazionale PPD Marco Romano prenderà il posto della collega leghista Roberta Pantani quale nuovo presidente della Deputazione ticinese a alle Camere.

Dalle relazioni con l'Italia a quelle con l'UE, con un occhio anche alla realtà cantonale, nel 2018 i temi caldi non mancheranno. Ticinonews ha chiesto a Marco Romano che sfide si aspetta nei prossimi 12 mesi.

Nel 2018 sarà Presidente della deputazione ticinese. Cosa implica questo incarico, quali sono le sfide principali che si aspetta?"Siamo dieci ticinesi a Palazzo federale in rappresentanza di più partiti dalle idee diverse, ma l'origine cantonale e la difesa degli interessi del Ticino è sempre presente. Sarà importante sia il rispetto delle varie idee sia garantire un'unità di intenti. Oltre a ciò non dimentichiamo che siamo anche 10 deputati eletti in Ticino e sarà quindi nostro compito mantenere e intensificare i contatti con le realtà locali. Ad esempio è previsto un incontro con una realtà come la SUPSI così come con altri attori che hanno interessi a dialogare con la Confederazione e che contano sulla delegazione per poter spiegare le loro necessità. Altri temi 'caldi' saranno le Officine e il completamento di AlpTransit entro il 2050. Dovremo essere compatti a Berna e uniti in Ticino".

La deputazione è unita?"Personalmente devo dire che c'è un bel gruppo. Abbiamo stili differenti ma i momenti comuni sono molto conviviali. Come in ogni ambito professionale è qualcosa di importante che aiuta a lavorare bene. Alla deputazione si è aggiunto Rocco Cattaneo, uno sportivo che è abituato a lavorare in un team. Inoltre non dimentichiamo che il gruppo avrà un atout in più, ovvero un Consigliere federale ticinese. In ogni sessione cerchiamo di incontrarci con uno dei Sette Saggi per spiegare le problematiche del Ticino. Ora conto di coinvolgere ancora di più il nuovo consigliere federale Ignazio Cassis".

Secondo lei il Ticino è sufficientemente ascoltato a Berna oppure da parte nostra c’è un po’troppo vittimismo?"Cito sempre l'esempio del Canton Berna, che pur ospitando Palazzo federale sostiene di sentirsi lontano dalla Berna federale. Recentemente ho incontrato il sindaco di Berna, che mi ha detto di non sentirsi molto ascoltato. In uno Stato federalista come il nostro i Cantoni hanno una grande autonomia e il sistema stesso fa sì che ogni elemento si senta 'lontano'. La forza della Svizzera sta nell'avere 26 Cantoni che possono operare autonomamente per il bene comune. A livello delle Camere, ovviamente, ognuno ha le sue aspettative ma non si può dire che il Ticino non sia ascoltato. Anzi in questo momento storico che ci vede rappresentati da un Consigliere federale (e, ritengo, da un buon gruppo parlamentare) si può dire che il nostro Cantone gode di un'attenzione particolare. Un investimento da 20 miliardi per AlpTransit, per esempio, non sono in molti ad averlo avuto... A Palazzo ci si rende conto che problemi che definiamo solo ticinesi sono in realtà condivisi anche da altri Cantoni. Le problematiche sul mercato del lavoro riguardano anche il Canton Giura mentre il caos viario interessa anche l'asse Losanna - Ginevra e Berna - Lucerna oltre alla città di Zurigo. La criminalità transfrontaliera, inoltre, è anche un problema per Ginevra e Basilea".

Di particolare interesse saranno le relazioni con la vicina Penisola. A questo proposito il suo collega di partito Fabio Regazzi ha sostenuto che in certi casi serve un po’ più di fermezza nelle trattative con l’Italia. È d’accordo?"Assolutamente sì. La comunicazione istituzionale con l'Italia è stata difficile anche a causa dei grandi cambiamenti politici che l'hanno interessata negli ultimi anni. Da quando Doris Leuthard è a capo del DATEC si sono avvicendati diversi ministri dei Trasporti (Matteoli, Passera, Lupi, Renzi e Delrio, ndr), ovvero referenti sempre diversi. Per avere relazioni stabili servono condizioni quadro favorevoli. Inoltre non va dimenticato che in alcuni ambiti la collaborazione funziona mentre in altri, invece, la controparte si perde in quisquilie o in lunghe procedure burocratiche, come nel caso della Stabio - Arcisate. Spero che in futuro l'Italia possa trovare una stabilità istituzionale ed economica in modo da poter diventare un partner dinamico. Tra due attori dinamici la collaborazione funziona molto meglio".

Dopo l’inaugurazione della Stabio - Arcisate si può dire che la collaborazione con Roma può ripartire su un… binario nuovo?"Quella di venerdì è stata la fine di una brutta storia. Si è perso fin troppo tempo e da parte mia spero che da questa linea possa nascere un nuovo modo di vivere la realtà transfrontaliera. Su quei convogli saliranno migliaia di lavoratori frontalieri e a beneficiarne sarà la mobilità ticinese e le infrastrutture che abbiamo costruito insieme".

Le relazioni con l’UE sembrano invece essersi molto incrinate. L’equivalenza della borsa svizzera limitata a un anno ha fatto gridare al ‘ricatto’, tanto da mettere in dubbio il miliardo di coesione..."Da tempo l'UE - vista la sua difficile situazione interna - ha cambiato atteggiamento nei confronti della Svizzera. Ogni concessione a Berna rischia di indebolire la sua posizione con la Gran Bretagna e gli altri Stati. Ci troviamo in una fase storica che vede l'UE debole e vacillante. Finalmente la presidente della Confederazione Doris Leuthard ha parlato chiaro: certi atteggiamenti non sono accettabili. Sarà necessario essere fermi e molto pazienti. La palla ora è nel campo dell'UE: non dovremmo fare concessioni se dall’altra parte non ne otteniamo nessuna. Teniamoci stretta la via Bilaterale: ritrattare tutto da oggi è pura utopia. Le alternative - ovvero l'autarchia oppure l'adesione - sono entrambe impraticabili. La richiesta che faccio a Cassis è la seguente: visto che Bruxelles non ci considera, focalizziamo la nostra attenzione nelle relazioni con Berlino, Parigi e Roma. Un volta che hai Germania, Francia e Italia dalla tua parte ottieni una posizione molto più forte e soluzioni valide per tutta l'UE".

Giusto mettere in discussione il miliardo di coesione?"Il miliardo di coesione andrebbe congelato in attesa di ritornare a un tavolo dove tutte le parti si guardano negli occhi alla stessa altezza. Con la limitazione dell'equivalenza della borsa svizzera l'UE ha portato sul piano politico una questione tecnica. Cosa che possiamo fare anche noi".

nic

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