
Simpatica gag che prende in giro i ticinesi, quella andata in onda qualche giorno fa nel programma della RTS "26 minutes". I due presentatori, Vincent Kucholl e Vincent Veillon, hanno messo in scena un'intervista al fittizio Attilio Pellegrini da Locarno, interpretato da Kucholl.
"Il Ticino per la Svizzera sono noccioline, anche a livello di politici siamo noccioline - comincia Attilio Pellegrini -. Abbiamo 8 consiglieri nazionali, 2 agli Stati, vuol dire 10. Meno del 4% nel complesso. E poi non hanno nessuna influenza. L'unica ragione per cui vanno a Berna è che altrimenti non ci sarebbe lavoro per i servizi di traduzione della Confederazione... vanno per solidarietà federale".
Veillon passa poi alla sensibile questione del lavoro. "Lavoro nell'immobiliare? Sì, nell'immobiliare. Non era il mio sogno ma il problema è che in Ticino c'è lavoro solo nelle banche private, nell’amministrazione cantonale e comunale, nella ristorazione e nei campeggi, alla RSI e nelle agenzie immobiliari per gli svizzeri tedeschi". La RSI - ribatte Veillon - ha un sacco di canali ed è molto seguita..."Sì certo, ha degli ascolti grandiosi, sa.. ci obbligano a guardarla. La SSR ci butta dentro così tanti soldi che ormai dobbiamo seguirla. Ci danno il 22% delle risorse del canone quando il Ticino contribuisce solo nella misura del 4%. Un po' ci vergognamo di questo.. così la guardiamo".
Dal lavoro si passa poi al turismo: "Il motivo per cui la Svizzera ha tenuto il Ticino, sono le case di vacanza degli svizzeri tedeschi. Così quando vengono da noi, pardon...da loro, per i weekend sono contenti. Ma ci hanno tenuti anche perché ci sono le caserme e per loro è comodo. Oh e anche per il tunnel del Gottardo che gli porta i soldi".
E infine, non poteva mancare l'argomento Cassis. "L'Assemblea generale della Svizzera SA elegge il nuovo membro del CdA, che sia un ticinese o no, non cambia niente. Cambierà al massimo per gli allievi ticinesi che avranno mezza giornata di congedo… a me e tutti gli svizzeri normali non ce ne frega niente! E poi io voto a sinistra. Quindi tra signor cassa malati, madame ospedale e monsieur superflic, tra questi tre "Das isch mir Scheissegal", come diciamo in Ticino".
"Ma come, non dite “me ne frego”?" ribatte Veillon. "No no, noi parliamo italiano solo per fare piacere ai turisti nei campeggi, o per i frontalieri che vengono a farsi sfruttare da noi...".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

