
"Caro ministro Norman Gobbi, la smetta di fare lo Schettino!"
Il PPD va all'attacco di Norman Gobbi in un'anteprima di un articolo che verrà pubblicato domani sull'organo di informazione del partito "Popolo e Libertà". Un articolo nel quale il PPD esorta il direttore del Dipartimento delle istituzioni ad assumersi maggiori responsabilità nell'ambito dell'inchiesta sui permessi, che di giorno in giorno non manca di riservare ulteriori sorprese. Le avvisaglie di un attacco frontale nei confronti di Gobbi si sono palesate già negli ultimi giorni sulla pagina Facebook del partito (vedi GALLERY).
"La gravità dei fatti imporrebbe da parte del consigliere di Stato Norman Gobbi una vera assunzione di responsabilità" si legge nell'articolo di Popolo e Libertà, "ma purtroppo scappa e svia dando la colpa ad altri. Visto l’atteggiamento assunto di fronte alle difficoltà, fossimo i suoi collaboratori ci preoccuperemmo assai... ".
Il PPD accusa Gobbi di fare lo scaricabarile per aver evidenziato che il 28enne alle dipendenze dello Stato, non è stato assunto da lui, ma dal precedente consigliere di Stato (ndr. Luigi Pedrazzini, ministro PPD). "Se non lo riteneva degno di fiducia, come mai non l’ha spostato o licenziato in questi sette anni, da quando è alla testa del DI?" si chiede il partito. Un concetto che è stato pure ribadito da Fiorenzo Dadò durante la trasmissione "60 minuti": "Sta scaricando tutte le responsabilità agli altri e questo è sbagliato" ha affermato il presidente PPD. "Lei è il responsabile di tutto ciò che accade all’interno del suo Dipartimento, il suo è un atteggiamento puerile che da parte di un ministro nessuno si sarebbe mai aspettato. Lei ci ricorda capitan Schettino..."
L'affermazione infelice del ministro "è stato un errore dare quell'incarcio a un italiano" ha poi gettato maggiore benzina sul fuoco. Un'affermazione che il Governo ha definito "un errore di comunicazione", ma che il PPD ritiene sia stato un tentativo di "creare fumogeni per togliere l'attenzione sulle cause e sulle vere responsabilità".
Non da ultimo il partito solleva perplessità sull'audit all'Ufficio della migrazione, deciso dal Governo, affidato a Guido Corti, già consulente giuridico del Consiglio di Stato, e all’avvocato Pierluigi Pasi, già collaboratore del Dipartimento. L'audit è sì necessario, ma "su mandato della commissione della Gestione che esercita l’Alta Vigilanza e non dal Governo, o peggio, dal Dipartimento di Gobbi, il cui operato va controllato" conclude il PPD. "Inoltre vanno coinvolti periti neutri e distanti da qualsiasi legame con gli interessati. Questa è la proposta che il PPD ha messo sul tavolo della Gestione, dove si spera nessuno tenti di metter su il solito coperchio al pentolone".
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