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Ticino
“Il Ticino non è più il ‘bambino problematico’ della Svizzera”
“Il Ticino non è più il ‘bambino problematico’ della Svizzera”
“Il Ticino non è più il ‘bambino problematico’ della Svizzera”
Redazione
8 anni fa
Lo studio dell'istituto BAK evidenzia un Cantone in crescita. "Può diventare un terzo polo"

Come evidenziato la scorsa settimana da uno studio del rinomato istituto BAK Economics, l’economia ticinese nel corso degli ultimi anni si è sviluppata in modo dinamico e con una crescita durevole malgrado le crisi e le difficoltà settoriali. I risultati dello studio indicano che nel corso dell’ultimo decennio l’economia ticinese si è sviluppata in modo dinamico. Né la crisi finanziaria, né gli anni estremamente difficili per la piazza bancaria ticinese, e neppure la crisi del turismo hanno distolto l’economia cantonale dal suo andamento di crescita costante. Ad emergere è quindi un quadro favorevole a conferma dei risultati che regolarmente vengono sottolineati anche dall’Inchiesta congiunturale che la Cc-Ti svolge annualmente dal 2009

Una svolta che la Neue Zürcher Zeitung ha salutato positivamente, evidenziando come il nostro cantone si sia scrollato di dosso l’immagine di “bambino problematico” della Svizzera. Il quotidiano zurighese ha rimarcato l’importanza delle locomotive economiche del Cantone (Bellinzona, Lugano, Mendrisio e Chiasso) e la crescita marcata nei settori farmaceutico e informatico.

Nonostante non possa competere non i 3,2 milioni di abitanti dell’area metropolitana di Zurigo e Basilea e con i 6 milioni di quella di Milano, secondo l’economista e già consigliere nazionale Remigio Ratti il Ticino ha tutte le potenzialità per diventare un terzo polo economico. E non va dimenticato, sottolinea la NZZ, che con l’inaugurazione della Stabio-Arcisate e di Alptransit il nostro Cantone esce da una ‘zona grigia’ che fin qui lo ha fortemente penalizzato.

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