
"Parità e conciliabilità: un impegno costante non solo l'8 marzo". Questo il titolo di un'interrogazione inoltrata da 38 deputati, prima firmataria Natalia Ferrara, con la quale si chiede al Governo a che punto sono tutta una serie di misure a favore dell'uguaglianza tra uomo e donna, decise in precedenti atti parlamentari.
Se da una parte la volontà politica per affrontare le questioni di genere non manca (numerosi infatti gli atti parlamentari inoltrati sul tema), resta ancora molto da fare, sottolineano gli interroganti.
"A livello svizzero", fanno notare i deputati, che citano l'ultimo rapporto del Forum economico mondiale, "il divario tra uomo e donna persiste, perdendo la Confederazione ben 3 posizioni. Su 144 nazioni, il nostro Paese si piazza al 15esimo posto per l'emancipazione politica (+3) e al 30esimo per le opportunità economiche (-13), ma è solo 61esima in materia di educazione (+8) e solamente 72esima (+2) per la salute. Meglio della Svizzera non troviamo solo i Paesi nordici, ma anche Ruanda, Filippine, Slovenia e Nicaragua. La situazione elvetica – considerati i mezzi sia economici che democratici a disposizione – è dunque preoccupante".
Il Ticino si situa poi agli ultimi posti su scala nazionale: "Nel confronto intercantonale il Ticino non brilla purtroppo per l'uguaglianza" sottolineano i deputati. "Uno studio sul decennio 2000-2010 dell’Ufficio di statistica comprova chiaramente come nel nostro Cantone la parità fra uomini e donne sia ben lontana dall’essere raggiunta: le disuguaglianze permangono nel mondo lavorativo, in quello politico e nella vita famigliare".
Tramite l'atto parlamentare i deputati chiedono quindi al Governo di essere più solerte nell'implementare quanto già deciso in numerose mozioni, presentate negli ultimi anni sui temi della parità e conciliabilità. Tre in particolare i documenti citati: la mozione che propone di estendere l'utilizzo del software Logib quale strumento di analisi e verifica della parità salariale nell'Amministrazione cantonale; quella riguardante il telelavoro per migliorare la conciliabilità tra lavoro e famiglia; e quella che propone di avviare un progetto pilota di bilancio di genere quale strumento di politica della parità.
Qui di seguito dunque le domande inoltrate al Governo:
1. Il Governo ha promosso l’uso dello strumento Logib alle aziende parastatali e agli enti autonomi come indicato nel 2014? Quali sono i risultati ad oggi, trascorsi ormai 3 anni per verificare con uno strumento scientifico il grado di parità / disparità salariale?
2. Il Governo ha istituito il gruppo di lavoro interdipartimentale citato nel Messaggio n. 7217 relativo al telelavoro? Sono iniziati i lavori di detto gruppo e a che punto sono? Quando sarà possibile avere informazioni e riscontri puntuali sul tema?
3. Il Governo ha predisposto quanto necessario per avviare un progetto pilota di bilancio di genere come da impegno preso nel Messaggio n. 7160? Se non è il caso quando verrà avviato detto progetto?
4. Per quale motivo il Governo non ha ancora evaso la mozione 14 dicembre 2015 “Adozione di un Piano d’azione cantonale per la parità” sottoscritto da ben 29 deputati di quasi tutti i Partiti? A che punto è la trattazione di questo importante atto parlamentare, che chiede l’adozione di un piano cantonale per la parità in cui vengano individuate misure atte a lottare in maniera coordinata e coerente contro le disparità tuttora presenti in Ticino?
5. Per quale motivo non è nemmeno stata evasa l’interrogazione del 10 maggio 2016 “Tutela delle mamme lavoratrici e misure per la conciliabilità lavoro e famiglia”? E quali sono le risposte puntuali a questo atto parlamentare?
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