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Ticino
Il Ticino marcia. E si spacca
Redazione
13 anni fa
Una cinquantina di ticinesi sta marciando su Berna con Galeazzi e Casalini, mentre tra i politici rimasti a casa serpeggia il malumore

È partita questa mattina alle 7.45 da Chiasso la "marcia su Berna" indetta dai due consiglieri comunali Tiziano Galeazzi (UDC) e Daniele Casalini (Lega). Una gita pacifica e apartitica per far sentire la voce preoccupata dei ticinesi nella capitale. Una cinquantina le persone che hanno aderito all'iniziativa. Un numero inferiore alle attese visto che ancora ieri gli organizzatori parlavano di oltre un centinaio di partecipanti. Ma tant'è. La marcia è partita e intende farsi sentire.

Il gruppo è arrivato a mezzogiorno alla stazione di Berna e si è diretto a Palazzo federale dove nel pomeriggio consegnerà un memorandum con preoccupazioni e richieste alla deputazione ticinese alle Camere. Saranno inoltre consegnate anche lettere di malcontento da parte di ticinesi che nelle ultime settimane hanno espresso le loro preoccupazioni su facebook, social network dal quale è partita l'iniziativa.

Ma il malcontento ticinese non è solo nelle lettere che verranno consegnate oggi a Berna. Lo si ritrova anche in numerosi commenti postati oggi su facebook da politici ticinesi. Malcontento che si indirizza però non sulle presunte ingiustizie subite dai ticinesi, bensì sulla marcia che intende denunciare queste ingiustizie.

Il primo ad esprimersi è stato il consigliere comunale leghista Marco Seitz: "Troppo pochi, secondo me è stata impostata male...Manifestazione apartitica??? È stata orgazzata da due Consiglieri Comunali, oramai queste cose da individualisti non attaccano più...Ci vogliono fatti, non parole!!! Questa manifestazione dovevano organizzarla dei liberi cittadini disoccupati e incazzati, invece dalle foto mi sembra tutta gente attiva in politica o comunque non di certo con l'acqua alla gola! Certe cose lasciamole fare al popolo!!!"

Gli ha fatto eco un altro consigliere di Lugano, il liberale Paolo Toscanelli: "Il problema sta nel fatto che queste iniziative non portano a nulla proprio perché fatte da politici. Danno visibilità di qualche giorno e poi vanno nel dimenticatoio. Concordo che è il popolo a doverle organizzare e poi al politico fare il proprio dovere e trovare soluzioni!"

Anche il presidente del PPD di Massagno Alessandro Simoneschi è sulla stessa scia: "Marcia su Roma, marcia su Bellinzona, marcia su Berna...Andiamo bene...Nel 2014 certi termini sarebbe meglio non usarli più anche se siamo sempre più smemorati...". E in un altro post aggiunge: 'Il clamoroso fallimento del tentativo di una "marcia su Bellinzona" nel gennaio 1934 segnò l'inizio della fine del fascismo ticinese' da Dizionario storico della Svizzera - Voce: "Fascismo".

Un po' meno polemico ma comunque critico il consigliere comunale PPD di Chiasso Giorgio Fonio: "L'ideale sarebbe non portare il popolo all'esasperazione e risolvere i problemi prima che i cittadini scendano in piazza (vedi forconi)".

A dar man forte ai ticinesi che oggi si sono recati a Berna ci pensa però la consigliera nazionale Roberta Pantani: "Cari Tiziano Galeazzi e Daniele Casalini, vi aspettiamo mercoledì sulla Piazza federale!! più siamo, meglio è!"

Non è quindi un Ticino molto compatto quello che oggi si è recato a Berna. Speriamo almeno che i confederati si limitino ad osservare la marcia su Berna, senza andare ad approfondire la tematica su facebook...

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