
La Casa Rotonda di Stabio. Palazzo Macconi a Lugano. I viadotti del Passo del Gottardo. Questi sono alcuni dei 64 nuovi beni culturali presentati oggi a Bellinzona dal direttore del DT Marco Borradori e dal capo servizio inventario dell’ufficio beni culturali Giulio Foletti. Di fronte alle distruzioni di alcuni monumenti moderni significativi, e alla progressiva, e a volte inarrestabile cancellazione di molti edifici, il dipartimento del territorio in stretta collaborazione con l’ufficio dei beni culturali ha deciso di proteggere, opere moderne costruite a cavallo tra il 1920 e il 1980, di importanza cantonale che fino ad’ora erano state poco considerate. Un patrimonio che è riconosciuto non solo in Ticino, o in Svizzera, ma in tutta Europa. Opere che portano la firma di ingegneri ed architetti di fama europea e mondiale del calibro di Aurelio Galfetti, Rino Tami, Giovanni Lombardi. “La volontà” sottolinea Marco Borradori, “è quella di conservare il nostro patrimonio, dando concretezza alla legge della protezione dei beni culturali del 1997, e proponendo nuove procedure di tutela come il censimento, la scelta e la valorizzazione proprio in ambito moderno. Bisogna dunque chinarsi per proteggere, difendere e valorizzare delle opere che tutti conoscono, ma di cui non si conosce effettivamente il grande valore artistico” conlude Marco Borradori. Un lavoro complesso e costante che ha tra i principali attori come detto l’ufficio dei beni culturali, che attraverso un censimento mirato, ha portato alla protezione di 64 edifici e strutture che ancora oggi incidono sul nostro paesaggio. Il riconoscimento del valore è stato tradotto in tutela. Un pacchetto di opere ed edifici con un solo fil rouge, “il moderno”, “Una base e uno stimolo per agire ancora meglio nel prossimo futuro” sottolinea Giulio Foletti.Christian Fini
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