
Il gruppo UDC-LaDestra in Gran Consiglio (Tiziano Galeazzi, primo firmatario, Lara Filippini, Gabriele Pinoja, Paolo Pamini, Sergio Morisoli e Cleto Ferrari) hanno inoltrato un'interrogazione al Consiglio di Stato con cui chiedono delucidazioni sulla risposta data dal Ticino alla consultazione federale intercantonale sul tema degli 1,3 miliardi di franchi al fondo di coesione europeo
"Negli scorsi giorni abbiamo appreso dalla stampa, e in seguito da una lettera inviata ai deputati ticinesi al Consiglio Nazionale - nella quale sostanzialmente si riferiva l’adesione positiva del Canton Ticino - che la Confederazione ha indetto lo scorso 23 marzo 2018 una consultazione sul miliardo di coesione all’UE - rimarcano i deputati - Tale contributo di coesione sarebbe di 1'302 milioni di Franchi a favore degli Stati UE-13, ovvero quelli che hanno aderito all’Unione dal 2004 ad oggi. Questo secondo contributo, sempre secondo il Consiglio federale, non si inserisce all’interno degli attuali negoziati in corso tra Svizzera e Unione europea su svariati dossier".
"In sostanza si tratterebbe di un gesto autonomo del nostro Paese volto a dimostrare buona volontà verso Bruxelles, senza richiedere alcuna contropartita. Nessuna contropartita nella diatriba relativa al riconoscimento d’equivalenza della nostra Borsa rispetto alle Piazze europee, nessuna contropartita in merito al libero accesso dei nostri istituti finanziari al mercato europeo e tanto meno in merito all’accesso delle nostre aziende energetiche al mercato elettrico europeo, per citare alcuni esempi che caratterizzano una relazione commerciale e bilaterale per nulla serena e rispettosa".
"La Svizzera ha sempre dimostrato di comportarsi correttamente nel quadro della relazione bilaterale che la lega all’Unione europea in un rapporto paritario, spesso con eccessivo e ingiustificato zelo. Non si può dire la stessa cosa da parte di Bruxelles che, sia in passato come tutt'oggi, non esita a minacciare ritorsioni contro la Confederazione se le questioni “non concordate” non vanno nella direzione da lei auspicata", concludono gli interroganti ponendo le seguenti domande al Consiglio di Stato:.
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