
Sono numerose le personalità ticinesi che in queste ore stanno dedicando un pensiero al loro caro amico Dimitri, scomparso improvvisamente ieri sera all'età di 80 anni.
Il primo in ordine di tempo è stato il consigliere di Stato Manuele Bertoli, che ha pubblicato sul suo sito personale un commosso ricordo. "Dimitri se ne è andato. In punta di piedi ma deciso. Come era nel suo carattere" ha scritto il direttore del DECS. "È una grave perdita per tutti coloro che credono nelle cose belle della vita: nell’intelligenza, nell’arte, nella bontà, nella gentilezza e nell’attenzione agli altri. Con lui se ne va un grande protagonista della vita. E il Ticino perde una luce intelligente, sincera e rassicurante."
Poco dopo gli ha fatto seguito l'ex consigliere nazionale Franco Cavalli, che ha espresso il suo pensiero dalla Francia, su Facebook: "Sono a Parigi ad una riunione e mi arriva la notizia della morte di Dimitri!" ha scritto l'oncologo. "L'ho visto ancora sabato sera alla prima del Monte Verità... Come sempre una prestazione sublime. Prima di partire ci siamo abbracciati a lungo... Mi sento orfano di un grandissimo uomo. Desolato... Mi mancherai tanto... La mia Verscio non sarà più la stessa senza te. Un nuovo abbraccio."
Dall'Engadina, il presidente del Consiglio di Stato ticinese Paolo Beltraminelli ha invece postato il seguente ricordo, corredato da una splendida foto delle montagne grigionesi: "Dedico questo meraviglioso paesaggio, scattato oggi in questa giornata fantastica, a Dimitri, un grande clown che ci ha lasciato, un uomo intelligente che ha amato il Ticino, che ha fatto crescere culturalmente questo Cantone è che mi ha fatto davvero ridere. E far ridere è una cosa seria, molto difficile, una grande arte! Sono molto vicino ai famigliari, riposa in pace grande artista."
L'ex procuratore pubblico Paolo Bernasconi ci ha invece contattati per raccontare un aneddoto sul suo "carissimo amico da tantissimo tempo".
"Quando abbiamo organizzato la prima edizione del Film Festival Diritti Umani a Lugano, nell'ottobre 2014, io lo avevo invitato come ospite d'onore alla chiusura della rassegna, al Cinestar" racconta l'avvocato. "Ma lui, che sembrava titubante, mi ha detto: "io cosa c'entro coi diritti umani, io sono uno che fa ridere, non è il mio argomento". Ma l'ho convinto ed è venuto lo stesso."
"Poi" prosegue l'avvocato Bernasconi, "quando si è trovato in questa sala piena di gente, ha detto: "Guardate, io sono capace di dire solo una cosa. In tutto l'elenco dei diritti dell'uomo, ne manca uno fondamentale. Ci sono il diritto alla vita, al lavoro, alla difesa, ma manca il diritto di ridere. Aggiungetelo alla lista, perchè è importante che sia assicurato a tutti il diritto di poter ridere." Io l'ho trovato molto bello" conclude l'avvocato, "perché in due secondi ha tirato fuori veramente la cosa giusta."
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