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L'intervista
«Il Ticino deve puntare di più sul trasporto pubblico»
Redazione
6 ore fa
A margine dell'assemblea dell’Associazione imprese familiari abbiamo incontrato Nils Planzer, Ceo dell’omonima azienda di trasporti e consegne, nella quale ha iniziato come meccanico.

«Non volevo più andare a scuola e per me è stato molto più pratico fare questo, diventare un meccanico di camion. Questo lavoro mi dà soddisfazione e voglio andare in questa direzione». È nata così la storia di Nils Planzer, Ceo dell’omonima azienda familiare di trasporti e consegne di cui è erede, ma nella quale ha iniziato come meccanico. Lo abbiamo incontrato a margine dell'assemblea dell’Associazione imprese familiari, incentrata su un messaggio importante: la successione non è più un tema per il futuro, ma una sfida concreta e immediata per l’economia ticinese.

Piedi per terra e sveglia presto

L'azienda di Nils Planzer è cresciuta parecchio nel tempo, ma come fare a mantenere quel carattere familiare che la contraddistingue? «La nostra sfida è sempre stata quella di stare con tutti e due i piedi per terra. E lavorare duro. Nel nostro mestiere non si può dormire a lungo di notte e la mattina ci si alza presto. Ma questa è la nostra cultura». Non solo. «La logistica è diventata sempre più interessante. Non è più soltanto il trasporto da A a B. Abbiamo tanti magazzini e tanti operativi che sono solo nel warehousing. Tutto il mestiere è diventato molto più interessante e anche più internazionale».

Pronti per la prossima generazione

Planzer è una ditta di trasporto che opera anche su larga scala, vediamo sempre più questi furgoni molto caratteristici girare per le nostre strade e consegnarci i pacchi. In che direzione vuole andare l'impresa di Nils Planzer e quale sarà il suo core business in futuro? «La Svizzera è abbastanza costosa: vediamo che tante ditte hanno la propria produzione in altri Paesi e fanno l'import fino a qui. E con le possibilità dell'online significa che la media di chili per viaggio diventa sempre minore. Per questo dobbiamo essere pronti per la prossima generazione», spiega il Ceo. Il tutto però preservando sempre una cifra familiare: «Non siamo un'azienda dello Stato e nemmeno un gruppo internazionale. Volevamo creare qualcosa di simpatico per la Svizzera, offrendo anche una certa cultura e un certo servizio. Questa era l'idea e adesso vediamo che abbiamo una crescita, andiamo verso i seicento furgoni».

Il nodo del traffico

Quanto alla situazione in Ticino, una delle zone dove l'azienda lavora di più, Nils Planzer riflette anche sulla questione del traffico: «È veramente una grande sfida, lo si vede con tutti i frontalieri che viaggiano ogni sera verso Milano. Una grande sfida per questa regione. Altre città hanno già investito di più nel trasporto pubblico ed è lì che bisogna fare di più, soprattutto sulla ferrovia. Ci sono possibilità, ma per il momento il traffico rimane una sfida per il Ticino».