Cerca e trova immobili
Ticino
"Il Ticino del '40 più aperto di quello di oggi"
Redazione
15 anni fa
Lo ha detto Manuele Bertoli nel suo primo Dies Accademicus da ministro dell'educazione

Per Manuele Bertoli, quella di oggi era una prima volta. La prima volta da ministro dell’educazione a un Dies Accademicus. Una prima volta, quella di questa mattina a Lugano, che significa, soprattutto, il primo discorso del neo Consigliere di Stato sull’università...all’università. Rivolto cioè in primis alle istituzioni accademiche e agli studenti. Ma Bertoli, nel corso del suo intervento, ha lanciato anche una riflessione sull'impatto culturale di USI e SUPSI sulla società ticinese. “Se il valore del polo universitario non è in discussione – ha detto il direttore del DECS - se le ricadute economiche e finanziarie della sua presenza, misurate di recente, sono certamente significative, credo sia invece ancora da esplorare quale sia il reale impatto culturale sulla società ticinese impresso dalla nascita di USI e SUPSI. Certo non è la sola presenza di un’università che può modificare i valori culturali di una comunità, ma credo non possa lasciare nessuno indifferente la constatazione secondo cui il Ticino agrario del 1940 era un’oasi di apertura in un mondo oscurantista, mentre il Ticino universitario del 2010 appare come del tutto conformato al ripiegamento sociale che sta conoscendo il nord Italia e una parte consistente dell’Europa di questi tempi”. “Un ripiegamento sociale – ha aggiunto Bertoli - che conoscono città con università ben più importanti della nostra (e potremmo consolarci pensando di essere in buona compagnia)ma ciò non ci esime dal fare una riflessione approfondita su questo punto. Soprattutto da parte di un ateneo che ospita parecchi studenti stranieri e che segnala, già solo per questo fatto, di voler essere un elemento di apertura del Ticino verso il mondo”.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata