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Ticino
"Il Ticino dei ponti e non delle barriere"
"Il Ticino dei ponti e non delle barriere"
"Il Ticino dei ponti e non delle barriere"
Redazione
10 anni fa
Marina Masoni commenta la prossima apertura di AlpTransit: "Attraverseremo le frontiere per prosperare"

"Mancano due settimane all’inaugurazione della nuova galleria ferroviaria di base del San Gottardo. Senza timore di esagerare, si può dire che è un appuntamento con la storia. Come quello del 1847, quando venne aperto al traffico stradale il ponte-diga di Melide. [...] O ancora come quello del 5 settembre 1980, giorno in cui il consigliere federale Hans Hürlimann tagliò il nastro della galleria stradale del massiccio che separa nord e sud della Svizzera per la via più breve. E un appuntamento con la storia sarà anche l’apertura del secondo tubo autostradale, per il raddoppio approvato con una netta maggioranza di popolo e Cantoni nella storica votazione del 28 febbraio scorso." scrive Marina Masoni oggi sulle colonne della Neue Zürcher Zeitung.

Per l'ex-consigliera di Stato "questo è il Ticino delle grandi vie di comunicazione, che aprono il cantone di lingua e di cultura italiane ai contatti con gli altri. Il Ticino che opta per l’apertura nell’Europa dei traffici e degli scambi. Un Ticino reale, pragmatico, lungimirante, la cui immagine contrasta con quella negativa della chiusura e del ripiegamento su se stesso oggi molto diffusa".

"Un Ticino di frontiera che guarda alle frontiere (quella naturale a nord e quella di Stato a sud) come luoghi da attraversare per prosperare, non come baluardo difensivo contro chissà quali minacce esteriori. La maggioranza dei ticinesi ha sempre voluto costruire gallerie e ponti capaci di superare queste barriere, senza volerne negare l’esistenza e la funzione, ma cogliendole come opportunità per essere partecipe della realtà sociale ed economica confederale e per coltivare la comune cultura con l’Italia" continua Masoni.

"Le solenni cerimonie del 1. giugno prossimo, con la partecipazione delle massime autorità federali e di capi di Stato e di governo europei (François Hollande, Angela Merkel, Matteo Renzi) assumono, proprio in questa fase delicata per il Ticino e anche per la Svizzera, un significato intensamente simbolico: una regione di frontiera e una minoranza linguistica sono al centro di una colossale opera d’ingegneria civile che rafforza il vincolo confederale, accorcia le distanze e parla anche all’Italia [...]".

"Ci sentiremo tutti più svizzeri e, per quanto riguarda noi ticinesi, tutti più svizzero-italiani. Le parole non si limiteranno a sostituire i fatti, ma ne saranno il più adeguato e appropriato vestito" conclude l'ex-consigliera di Stato.

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