
Da oggi, lunedì 4 maggio, il Ticino non beneficia più della finestra di crisi concessa dal Consiglio federale. Infatti, da questa mattina il nostro Cantone si allinea in tutto e per tutto al resto della Svizzera. Il passaggio di oggi è stato salutato formalmente dalla presidente della Confederazione, Simonetta Sommaruga, che durante la conferenza stampa a Bellinzona di sabato ha detto: "Lunedì la vita tornerà un po’ alla normalità, godiamoci ogni piccolo passo insieme". Da oggi, dunque, vengono meno tutte quelle misure di parziale protezione per l'industria e l'edilizia e riaprono le porte degli hotel.
Verso l'11 maggioMa non solo, questa settimana sarà l'ultima settimana in cui vedremo molteplici serrande abbassate. Dopo la parziale riapertura del 27 aprile con parrucchieri, studi medici, fioterapisti e centri commerciali fai da te da lunedì 11 maggio sarà di nuovo consentito l'insegnamento presenziale nelle scuole dell'obbligo, potranno riaprire negozi, mercati, musei, biblioteche e ristoranti. E inoltre, si potranno riprendere le attività sportive senza contatto fisico svolte individualmente o in gruppi fino a 5 persone (sport di massa), incluso l’uso delle strutture e degli impianti necessari a tale scopo, come gli allenamenti di atleti di punta membri dei quadri di una federazione sportiva nazionale svolti individualmente, in gruppi fino a 5 persone oppure in squadre di competizione a composizione stabile, e gli allenamenti con contatto fisico di membri di squadre che fanno parte di una lega prevalentemente professionistica. Inoltre, le visite al ristorante, al bar o al pub saranno concesse alle seguenti condizioni: i singoli gruppi di ospiti sono composti da 4 persone al massimo o da famiglie con bambini e la consumazione avviene esclusivamente stando seduti. Nel frattempo in Svizzera si conferma il rallentamento dei contagi: ieri, per la prima volta dal 9 marzo, i nuovi casi sono meno di 100, mentre si sono registrati altri 6 decessi, portando così il totale a 1'473. E in Ticino ci sono stati un decesso e dieci nuovi contagi.
La fase due in ItaliaIl 4 maggio è una data importante anche per la vicina penisola. Fino a domenica 17 maggio si spezzano alcune delle «catene» che dallo scorso 11 marzo avevano tenuto in casa milioni di cittadini. Ma non è un "liberi tutti", ha subito ricordato il premier Giuseppe Conte, che avverte: "Come mai prima, il futuro del paese sarà nelle nostre mani. Più saremo scrupolosi e prima potremo riconquistare altri spazi di libertà. Non sperperiamo quello che abbiamo faticosamente guadagnato". Ripartono la manifattura, le costruzioni, il commercio all’ingrosso legato ai settori in attività. Secondo i consulenti del lavoro torneranno al lavoro 4,4 milioni di persone. I bar e ristoranti potranno riprendere l’attività solo con la consegna a domicilio o con l’asporto. Restano sospese le attività commerciali al dettaglio diverse da quelle già autorizzate (alimentari, igiene della persona, edicole, farmacie e parafarmacie, tabaccai, librerie, negozi di vestiti per bambini e neonati, fiori e piante e molto presto anche negozi di biciclette). Saranno consentite visite "per incontrare i congiunti", pur rimanendo il divieto di assembramenti: per congiunti si intende "i coniugi, i rapporti di parentela, affinità e unione civile, nonché le relazioni connotate da duratura comunanza di vita e di affetti", dunque coppie di fatto, indipendentemente dal sesso. Sono esclusi gli amici. Gli spostamenti per i motivi consentiti sono permessi solo nella stessa Regione di residenza. Non è consentito recarsi nella seconda casa, lo è solo se si devono fare interventi necessari di manutenzione, ma comunque solo se esse sono nella stessa Regione di residenza. Gli studenti o lavoratori fuorisede, rimasti nelle città di studio o di lavoro, possono rientrare "presso il proprio domicilio, abitazione o residenza": ma da lì non potranno poi tornare nella Regione da cui sono partiti. Imezzi pubblici saranno uno dei punti critici della ripartenza. Le Regioni hanno il compito di indicare norme per assicurare il loro funzionamento pur nel rispetto del distanziamento. Ci saranno parametri di riempimenti dei mezzi mentre per gli utenti ci sarà l’obbligo di mascherina e in alcune Regioni di guanti monouso. Vengono riaperti al pubblico parchi e giardini, non le aree gioco per i bimbi, ma va mantenuto il distanziamento. Viene rimosso il limite della "prossimità alla propria abitazione". Sono così consentiti gli spostamenti, anche in auto, per recarsi in un’area dove praticare jogging o altre attività motorie o sportive. Sono permessi gli allenamenti a porte chiuse per gli sport individuali, per atleti (professionisti e non) dichiarati di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (Coni). Il Ministero dell’interno chiarisce che sono da intendersi permessi anche gli allenamenti individuali «in spazi pubblici o privati" di atleti di sport di squadra. Sono consentiti i funerali, ma con un massimo di 15 persone e obbligo di mascherine, e la visita nei cimiteri mentre restano per ora vietate le messe.
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