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Politica
Il Ticino alza la voce verso Berna: "Pronti a decurtare o a bloccare i ristorni"
Redazione
5 ore fa
Così il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi dopo l'incontro con la Deputazione ticinese. Nel mirino la tassa sulla salute a carico dei cosiddetti vecchi frontalieri. Gobbi: "Viola l'accordo", Storni: "Ambiguità da chiarire".

Per voce del presidente Norman Gobbi, il Consiglio di Stato torna alla carica: o Berna interviene con il Governo italiano, o a giugno i ristorni saranno decurtati se non addirittura bloccati. A far traboccare un vaso già colmo, ha spiegato oggi dopo il tradizionale incontro con la Deputazione ticinese, l’introduzione della tassa sulla salute a carico dei cosiddetti vecchi frontalieri nella Legge di bilancio italiana. Un cambio di paradigma che secondo Gobbi chiama ora in causa la Berna federale. «Fino adesso ha tentennato», ha argomentato. E poi l'affondo: «Se Berna non ci ascolterà siamo pronti ad adottare misure che vanno anche oltre il livello istituzionale come già fatto in passato». Nel 2012, i ristorni erano in effetti stati parzialmente congelati per avviare le trattative sul nuovo accordo sui frontalieri. Accordo che oggi la tassa sulla salute, secondo Gobbi e almeno una maggioranza del Consiglio di Stato, viola. Il tema sarà presto affrontato durante un incontro con la ministra delle finanze Karin Keller Sutter. «Sarà importante capire quanto Keller Sutter è pronta ad ascoltare il Ticino e a tutelare la Svizzera», ha concluso. 

Storni: "Esasperazione comprensibile, questioni da chiarire"

L’accordo in vigore in effetti esclude la doppia imposizione. Questioni giuridiche che martedì verranno anche discusse durante un incontro tra la Deputazione ticinese e il ministro degli esteri Ignazio Cassis, spiega il neopresidente Bruno Storni, più cauto rispetto a Gobbi. «Riteniamo che sia la via da seguire attraverso chi, da Berna, può agire direttamente come ministro e anche come consigliere federale ticinese per chiarire questa situazione». All'interno della Deputazione, le sensibilità sono infatti diverse. In ogni caso, prosegue Storni, approfondimenti sono necessari. «Si capisce l’esasperazione del Consiglio di Stato. È chiaro che è una situazione ambigua e questo va chiarito».

Di perequazione e di mobilità

E a proposito di frontalieri. Qualcosa, a livello di perequazione, sembra muoversi con diversi Cantoni che, come il Ticino, chiedono che il loro reddito non sia più preso in considerazione nel calcolo della ricchezza. Spiega ancora Gobbi: «Crediamo e speriamo che sempre Keller Sutter sia pronta a modificare questa ordinanza di competenza del Consiglio federale per poi metterla in vigore dal primo gennaio 2027, questo porterebbe 9 milioni in più al Ticino». Centinaia di milioni potrebbero poi arrivare da Berna per potenziare la ferrovia e in particolare l’accesso verso il Locarnese, ha infine aggiunto Storni. Mentre per quanto riguarda le autostrade con orizzonte 2031, il Ticino si trova di fronte a un bivio: precedenza o al Polume, così come previsto, o all’A2-A13. «Sarà molto difficile che il Ticino ottenga tutti e due i progetti; quindi, il Cantone dovrà decidere su quale puntare senza andare a Berna a chiedere troppo e alla fine ottenere niente», conclude Storni.