
La Cancelleria dello Stato informa che una delegazione del governo e del parlamento ticinese – composta dal Presidente del Consiglio di Stato Manuele Bertoli e dai deputati in Gran Consiglio Maurizio Agustoni e Ivo Durisch – è stata sentita oggi in audizione dalla Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati (CTT-S). L’incontro ha permesso alle autorità ticinesi di presentare le motivazioni alla base dell’iniziativa cantonale che mira al miglioramento della qualità della rete di uffici postali e al rafforzamento delle competenze comunali in materia di distribuzione di questi uffici sul territorio.
Negli scorsi anni, autorità politiche e cittadinanza hanno più volte espresso la propria preoccupazione per le numerose chiusure di uffici postali in Ticino. Preoccupazioni intensificatesi ulteriormente dopo la presentazione, da parte dei responsabili de La Posta, della strategia di sviluppo della rete postale che prevede la chiusura di molti uffici nel nostro Cantone e anche nel resto della Svizzera.
Lo scorso dicembre, il parlamento ticinese ha approvato un’iniziativa cantonale rivolta alle autorità federali per l’introduzione di modifiche legislative in favore di una maggior trasparenza nelle procedure che definiscono la presenza sul territorio degli uffici postali e di un maggior coinvolgimento delle autorità comunali. L’iniziativa – difesa oggi dalle autorità cantonali davanti alla CTT-S – chiede in particolare che i cittadini possano opporsi, attraverso una raccolta di firme, alla chiusura di un ufficio postale e che la Commissione federale della posta (PostCom) possa esprimere una decisione formaleimpugnabile, e non solo una semplice raccomandazione come avvenuto finora. Da ultimo, l’iniziativa chiede una riflessione di fondo sull’adeguatezza dei criteri di raggiungibilità, contenuti nell’articolo 33 dell’ordinanza sulle poste (OPO), che definiscono i limiti di legge per la presenza degli uffici e delle agenzie postali sul territorio.
Oltre a presentare le specificità del territorio ticinese e le conseguenze per il nostro Cantone, il Presidente del Consiglio di Stato ha sottolineato come l’iniziativa non si limita a opporsi alle chiusure degli uffici postali, ma propone una riflessione più ampia sul concetto di servizio universale alla base del sistema federalista e tipico dell’identità elvetica. Il Presidente ha poi concluso affermando che l’iniziativa non difende interessi esclusivamente ticinesi, ma che esprime preoccupazioni diffuse e condivise anche dagli altri Cantoni svizzeri.
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