
C'è anche un po' di pasticceria ticinese a Berna. Il maître créateur e vicedirettore di Al Porto Paolo Loraschi è stato premiato con il Merito Culinario Svizzero 2026, in una cerimonia tenutasi a Berna alla presenza del presidente della Confederazione Guy Parmelin. Il riconoscimento premia quattro chef di cucina e due pasticcieri-confettieri che, con la loro attività, hanno reso onore al loro settore gastronomico. Ticinonews lo ha incontrato per saperne di più.
L'obiettivo? «Far brillare gli occhi»
«Nella pasticceria è importante sorprendere il cliente, e in fondo affascinarlo. Quando vedo il nostro cliente che assaggiano un nostro prodotto e hanno un'espressione di piacere, scoperta, e l'occhio brilla, ci siamo: abbiamo raggiunto il nostro obiettivo», ci spiega Loraschi. Di pasticceria, il nostro interlocutore, se ne intende: già campione svizzero e mondiale di pasticceria, il suo è un percorso professionale che inizia 40 anni fa. D'altra parte, ci spiega, è anche una passione che l'ha accompagnato per tutta la vita, «una vita in dolcezza. Arrivo da una famiglia attiva nel settore del cioccolato. Dico sempre che probabilmente mi scorre cioccolato nelle vene», ci racconta. Ma non tutto è rose e fiori: «è una vita sicuramente di grande emozione, che come tutte le professioni ha richiesto anche i suoi sacrifici. Però quei sacrifici sono anche ciò che ti danno ancora più energia nell'affrontare un altro giorno».
«Una strada piacevole che assicura sbocchi ai giovani»
A rendere più sopportabili i sacrifici sono la famiglia e i collaboratori, ci spiega il maître créateur. Ma quali sono gli ingredienti per il successo? Secondo Loraschi, passione e semplicità: «il nostro lavoro è un continuo studio, una scoperta. Ogni giorno imparo. Molte volte poi noi ci complichiamo la vita, cerchiamo di creare strutture, sensazioni, insiemi di aromi esagerati. Molte volte la semplicità è la cosa migliore. Se vogliamo creare un crémeux al limone, dobbiamo sentire il limone, come se facesse la goccia». Una parte importante del suo lavoro si fa a contatto con i giovani. Un lavoro che l’ha portato a togliersi delle soddisfazioni anche come coach e formatore di WorldSkills, la competizione internazionale che premia le capacità dei giovani professionisti. Per il vicedirettore de Al Porto non ci sono dubbi su quanto sia importante lavorare con i pasticcieri del futuro. Un percorso che vale la pena seguire: «è un piacere, far vedere, trasmettere ai giovani questa bellissima professione. Ci tengo a far capire che è una professione artigianale, un percorso bello, piacevole. Certo, come altre professioni comporta uno zaino di fatica che bisogna trasportare. Ma l'importante è il percorso che si fa, e non l'arrivo, in fondo», conclude Loraschi.

