
Emergono nuovi dettagli sul 63enne bellinzonese ricercato per traffico di droga (vedi articolo suggerito). "Qui stiamo trattando con il Dio", ha detto l'uomo - trasferitosi da alcuni anni nella Repubblica Dominicana e recatosi a Medellin nel 2014 per incontrare i narcos - al proprio contatto calabrese della 'ndrangheta, Giuseppe Mercuri.
L'intercettazione in questione, riferisce il Corriere del Ticino, è contenuta in un'ordinanza di 142 pagine emessa dal Giudice per le indagini peliminari di Catanzaro Pietro Caré. Il soggetto della conversazione tra l'uomo, ricercato internazionale, e Mercuri è Jaime Eduardo Cano Sucerqueia, detto "Jota Jota", boss di uno dei più importanti cartelli della droga colombiani.
Il 63enne bellinzonese è stato l'emissario della 'ndrangheta in Colombia dal settembre 2014 al gennaio 2015 e aveva addirittura tentato di 'mettersi in proprio'. E il 50enne cittadino residente ad Ascona, fino a poco tempo fa alla testa di una società di consulenza finanziaria e attualmente indagato a piede libero, avrebbe dovuto rientrare nell'affare.
Ma i vertici della 'ndrangheta avevano ben presto estromesso il 63enne dal giro in quanto si era elevato da co-finanziatore a mediatore diretto tra Mercuri e il boss colombiano. Una 'scalata' che non aveva fatto piacere ai calabresi.
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