
La raccolta e lo smaltimento dei rifiuti vanno finanziati tenendo conto del volume degli inerti prodotti dalle economie domestiche. Una soluzione che prevede unicamente il ricorso alle imposte o a una tassa forfettaria non rispetta la legislazione federale. È quanto sostiene il Tribunale federale (TF) chiamato ad esprimersi sul caso di un comune vodese. La sentenza potrebbe avere importanti ripercussioni per i comuni che ancora non conoscono la tassa sul sacco, anche per quelli ticinesi.Concretamente, il TF sostiene che la parte dei costi dello smaltimento dei rifiuti finanziata tramite le imposte non debba di regola superare il 30% dei costi totali. Il restante 70% non può inoltre essere raccolto unicamente tramite una tassa forfettaria calcolata in funzione della dimensione delle economie domestiche. Per il tribunale è infatti difficile immaginare "come una tassa forfettaria per economia domestica possa tenere conto della quantità di rifiuti prodotti e avere un effetto incitativo". Con questo tipo di tassa, "due economie domestiche formate dallo stesso numero di persone possono produrre una quantità diversa di rifiuti ma pagare la stessa somma", ricorda il TF.Questa soluzione, che Romanel-sur-Lausanne (VD) voleva applicare, non rispetta pertanto la Legge federale sulla protezione dell'ambiente. Le autorità del comune vodese dovranno quindi studiare altre soluzioni, come l'introduzione della tassa sul sacco. Questo balzello, che si basa sul principio "chi inquina paga", è stato introdotto negli anni '90 nella maggioranza dei cantoni svizzero-tedeschi. Da allora esiste un Röstigraben del sacco: in Romandia, solo Friburgo ha introdotto questa tassa in modo generalizzato. Negli altri cantoni, compreso il Ticino, solo alcuni comuni applicano questa soluzione. In Vallese la tassa esiste ad esempio solo nella parte tedescofona. Bignasca: "No alla tassa sul sacco o sarà guerra!" “Finchè ci sarò io nessuno potrà permettersi di far pagare una tassa ai cittadini per un servizio che già adesso funziona in maniera eccellente". E ancora: "Se il TF sbaglia sono soltanto fatti loro. Con me il servizio ha sempre funzionato benissimo, non c’è proprio bisogno di aggiungere tasse ai cittadini, soprattutto di questi tempi in cui si cerca anzi di levarne!! Da parte mia, finchè ci sarò io nessuno potrà permettersi di far pagare la tassa sul sacco o qualsiasi altra tassa mascherata proprio per questo obiettivo". E' con questa dichiarazione, rilasciata al Mattino online, che il responsabile del dicastero dei servizi urbani di Lugano Giuliano Bignasca commenta a modo suo la decisione odierna del TF."E assurdo - conclude Bignasca - che con tutti i problemi che abbiamo ci si debba preoccupare delle cose che invece vanno bene. Speriamo di non dover perdere tempo con queste cavolate, ma nel caso siamo pronti ad una raccolta firme e ad un’insurrezione popolare, perché una tassa del genere sarebbe un’assurdità! E se ce la dovessero proporre, voglio i nomi e cognomi dei genialoidi che vogliono far spendere inutilmente soldi ai ticinesi".
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