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Ticino
Il TF respinge il ricorso di un ticinese truffato
Redazione
12 anni fa
L'uomo è stato vittima di una truffa perpetrata da un dipendente della BSI e per la quale da anni chiede risarcimenti

Non otterrà nessun risarcimento aggiuntivo rispetto a quanto già versatogli da BSI il cliente che è stato vittima di una truffa perpetrata da un dipendente della banca sui titoli in deposito e sul suo conto risparmio. Dopo aver accolto l'anno scorso un suo primo ricorso, rimandando l'incarto alla seconda camera civile del Tribunale d'appello, il Tribunale federale, con sentenza del 8 maggio e pubblicata qualche giorno fa, da ora torto al cliente dell'istituto di credito.

L'uomo, precisa il Corriere del Ticino, si sta battendo da anni per riuscire ad ottenere la restituzione di 436mila franchi, ossia la differenza tra la somma di 570mila franchi da lui versata sul conto e l'importo di 93mila franchi rimasto alla chiusura nel 2004. Una discrepanza che era venuta alla luce dopo la scoperta delle malversazioni effettuate dall'allora dipendente della filiale di Bellinzona. Quest'ultimo aveva eseguito, dal luglio 2000 fino al 2003, diverse operazioni senza l'autorizzazione del cliente. Tutti crimini per i quali era stato condannato nel 2006 dalla Corte delle assise criminali di Lugano a 2 anni e 10 mesi di reclusione per truffa e falsità in documenti.

Il cliente vittima del raggiro ritiene la banca responsabile del danno causatogli dal dipendente, mentre l'istituto di credito si è opposto all'azione obiettando che i prelievi eseguiti con firme false erano già stati stornati e le operazioni su titoli e derivati erano state volute dal cliente, il quale ne doveva sopportare i rischi. 

Confermando quanto deciso dal Pretore di Bellinzona nel 2009 e a due riprese dalla Camera civile del Tribunale d'appello (nel 2011 e nel 2013), il Tribunale federale ha deciso di respingere il ricorso della vittima della truffa. Secondo i giudici di Mon Repos la documentazione presentata dall'uomo non permette infatti di stabilire con precisione quale sia stata la perdita causata dalle operazioni non autorizzate sui suoi conti effettuate dal consulente finanziario della banca.

Oltre a non aver ottenuto la somma che chiede da anni alla banca, l'uomo vittima del raggiro dovrà ora provvedere anche alle spese giudiziarie per un ammontare complessivo di 7000 franchi, nonché risarcire la controparte versando 8000 franchi a titolo di ripetibili.

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