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Ticino
Il TF dice no, spacciatore dovrà lasciare il paese
Redazione
11 anni fa
Il cittadino italiano si era visto revocare il permesso di dimora dopo una condanna. Il suo ricorso è stato respinto, potrà però chiedere un permesso G

Fu condannato per spaccio di stupefacenti, gli venne tolto il permesso di dimora, si oppose alla decisione ed oggi è stato sconfessato dal Tribunale federale. Il 29enne italiano dovrà lasciare la Svizzera.

I fatti risalgono al settembre 2008 quando il giovane, allora beneficiario di un permesso G, ha ottenuto un permesso di dimora fino ad agosto 2013. Il ragazzo era però stato posto in carcerazione preventiva fra marzo e aprile 2012 e in seguito condannato a 15 mesi sospesi con un periodo di prova di tre anni per contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti. Nel dettaglio, il ragazzo aveva spacciato 450 grammi di anfetamine, oltre un chilo e mezzo fra marijuana e hashish e 15 grammi di cocaina.

Alla luce di questi fatti, la Sezione della popolazione del Dipartimento delle Istituzione aveva deciso di revocare il permesso di dimora al ragazzo, fissando un termine per lasciare la Svizzera.

Una decisione contro cui il cittadino italiano si oppose in primis al Tribunale cantonale amministrativo, che riconfermava la decisione della Sezione della popolazione, e in seguito al Tribunale federale.

Da Losanna è giunta una nuova decisione che respinge il ricorso. Fra le varie motivazioni il TF spiega: “L'insorgente vive stabilmente in Svizzera dall'agosto del 2008. Dal giugno del 2013 la sua presenza su suolo elvetico è tuttavia solo tollerata, in attesa di una decisione definitiva riguardo alla procedura di ricorso. Come correttamente rilevato dalla Corte cantonale, va inoltre tenuto conto del fatto che, durante questi pochi anni di presenza in Svizzera, egli ha ripetutamente infranto il nostro ordinamento giuridico in un ambito - quello degli stupefacenti - in cui la giurisprudenza si mostra particolarmente rigorosa. Dal punto di vista personale, occorre d'altra parte rilevare che il ricorrente non è ancora trentenne, è celibe, non risulta avere figli e conosce molto bene l'Italia, siccome vi ha vissuto fino al suo arrivo nel nostro Paese. Pur tenendo conto delle difficoltà di adattamento che lo stesso potrà comportare, un suo rientro in Patria è quindi tutt'altro che improponibile.”

Il giovane non potrà più vivere in Svizzera, ma potrà comunque stabilirsi sulla fascia di confine e chiedere un permesso G.

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