
Alptransit va completata. Il Consigliere di Stato Marco Borradori ha invitato questa mattina a nome del Consiglio di Stato le associazioni economiche, sindacali e del traffico, e le Commissioni regionali dei trasporti a un incontro con l’obiettivo di valutare le implicazioni delle prime proposte di Berna in merito al finanziamento di Ferrovia 2030. L’incontro è sfociato in una risoluzione che sancisce l’impegno dei partecipanti ad attivare - secondo i rispettivi canali e competenze - uno sforzo coordinato di sensibilizzazione delle Autorità federali, dei Parlamentari federali e delle Associazioni di categoria negli altri Cantoni, soprattutto sulle esigenze dell’asse nord-sud e sulla necessità di un miglioramento sostanziale delle proposte finora formulate. A sostenere il prolungamento del Fondo per le grandi infrastrutture ferroviarie dotandolo di opportune risorse supplementari che consentano di finanziare un progetto attrattivo, completo ed equilibrato per le diverse regioni del Paese. E ad informarsi reciprocamente sulle iniziative assunte e sui risultati raggiunti, facendo per questo capo alla piattaforma appositamente costituita dal Dipartimento del territorio con l’obiettivo di sostenere tutte le istanze cantonali favorevoli alla realizzazione di un AlpTransit completo da confine a confine e di coordinarne l’azione. L’asse ferroviario e quello stradale del S. Gottardo costituiscono, infatti, la via di comunicazione più importante tra il nord e il sud delle Alpi per il traffico nazionale e internazionale di viaggiatori e merci. La politica dei trasporti della Confederazione, volta a modernizzare la rete ferroviaria nazionale e a trasferire il traffico pesante di transito dalla strada alla rotaia, prevede entro il 2019 la messa in esercizio delle gallerie di base del S. Gottardo e del Monte Ceneri. Ciò migliorerà l’attrattiva e la capacità dell’asse nord-sud ma, considerata l’assenza di nuove linee di accesso, si genereranno criticità sulla linea esistente e la potenzialità del sistema sarà limitata. Per l’orizzonte temporale del 2030 il Cantone Ticino reputa fondamentale disporre di un collegamento giornaliero per il traffico viaggiatori con il nord delle Alpi e con Milano con frequenza ogni 30’, assorbire attraverso la rotaia la prevista crescita del traffico merci e garantire l’attuale qualità del servizio ferroviario regionale, migliorandolo con un orario cadenzato di 15’ e con nuove fermate regionali (Ticino 2030). Le proposte presentate dall’Ufficio federale dei trasporti e dalle FFS il 23 marzo 2010, invece, escludono o considerano in modo insufficiente i futuri bisogni dell’asse nord-sud e non danno una prospettiva per migliorare il servizio ferroviario regionale TILO, mettendo anzi in pericolo la qualità del servizio attuale nelle ore di punta. Il tratto Biasca-Giubiasco, inoltre, è il più carico della linea e costituisce il collo di bottiglia più importante in Ticino, suscettibile di condizionare anche la funzionalità dell’intero asse nord-sud. Il Cantone Ticino chiede quindi alla Confederazione di riconfermare il concetto di una nuova linea ferroviaria transalpina e di definire una prospettiva concreta di completamento, seppur a tappe, di AlpTransit fino al confine di Stato, come previsto nella Convenzione tra Svizzera e Italia ratificata dal Parlamento federale nel 2001. Occorre poi realizzare – come inizialmente previsto nel Decreto sul transito alpino del 1992 - la nuova tratta Biasca-Camorino secondo il tracciato approvato dal Consiglio federale nel 1999 e inserito nel Piano settoriale AlpTransit. Infine, i presenti concordano sul fatto che occorra scegliere e progettare in tempi brevi il tracciato definitivo della nuova linea tra Lugano e Chiasso e realizzare nel più breve lasso di tempo una prima tappa Vezia-Melide (circonvallazione di Lugano). Il Dipartimento ringrazia i presenti per la disponibilità ad apportare il loro contributo in vista della presa di posizione che il Cantone dovrà trasmettere alla fine di maggio a
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