
Il Consiglio di Stato “respinge l’accusa di un eccesso di burocrazia per accedere al Tecnopolo”, che “non rappresenta un’operazione immobiliare, ma vuole essere un luogo adatto ad ospitare attività innovative, scalabili e con un buon potenziale occupazionale”. È quanto si legge nella risposta del Governo all’interrogazione del 3 febbraio scorso “Fuggi fuggi dal Tecnopolo - Tutto vero o preoccupazioni eccessive?” presentata dalla deputata leghista Amanda Rückert dopo le notizia di un presunto fuggi-fuggi di start up (vedi articoli suggeriti).
Come ricorderete, il Tecnopolo Ticino è un progetto strategico gestito dalla Fondazione Agire, inserito nel programma di politica economica regionale del Canton Ticino, che permette a giovani aziende innovative e a imprenditori di svilupparsi “in un ambiente dinamico, consolidando collaborazioni e sinergie”. Il ruolo dello Stato, rispettivamente della Divisione dell’economia, è quello di partecipare all’aggiornamento della strategia generale del Tecnopolo, nonché alla definizione dei criteri di insediamento e di permanenza nello stesso. Il Governo precisa che “né la Divisione dell’economia né il Dipartimento delle finanze e dell’economia hanno invece un ruolo operativo nelle scelte insediative del Tecnopolo” stesso.
Dalla sua nascita ad oggi il Canton Ticino ha erogato a favore del Tecnopolo contributi pari a 552'600 franchi per la sede di Manno, inaugurata nel 2014 e che nel 2017, “per garantire una necessaria massa critica e maggiori sinergie tra aziende e Fondazione Agire”, ha inglobato anche le attività del Tecnopolo Chiasso, per il quale erano stati erogati 311'700 franchi. “Il Cantone non ha conferito ulteriori risorse nella struttura stessa”.
Per il consiglio di Stato il bilancio, sull’arco del periodo 2013-2018, è complessivamente “soddisfacente e positivo”, anche se “si riconoscono dei margini di miglioramento sia sul fronte della comunicazione delle opportunità di insediamento che per quanto riguarda, in particolare, l’animazione del Tecnopolo, l’introduzione di nuovi servizi di coaching (preparazione ai finanziamenti, proprietà intellettuale) e la messa in rete tra inquilini”. Queste necessità sono state segnalate e recepite dalla Fondazione Agire.
Dal 2013 al 2018 sono state ospitate presso il Tecnopolo Ticino complessivamente 74 iniziative, delle quali 17 sono state costituite proprio al Tecnopolo. Durante il 2018 sono state ospitate, nella sede di Manno, 41 inquilini, considerando che, tra uffici e singole postazioni, il Tecnopolo è in grado di ospitare al massimo 51 aziende. Le aziende ospitate hanno generato, al netto dei promotori delle iniziative stesse, oltre 60 nuovi posti di lavoro. I finanziamenti esterni attivati a favore delle aziende ospitate al Tecnopolo ammontano a oltre 15 milioni di franchi.
Come già detto, il Consiglio di Stato respinge l’accusa di un eccesso di burocrazia per accedere al Tecnopolo” che “non rappresenta un’operazione immobiliare, ma vuole essere un luogo adatto ad ospitare attività innovative, scalabili e con un buon potenziale occupazionale”. Per questa ragione Fondazione Agire, nella scelta degli inquilini del Tecnopolo Ticino, “valuta il carattere innovativo del progetto imprenditoriale, il potenziale economico e occupazionale, le condizioni di lavoro e livelli di stipendio offerti dall’azienda, il possibile contributo alla competitività territoriale e all’ecosistema innovativo ticinese nonché, le sinergie con il mondo accademico ed economico”.
Chiamato ad esprimersi sul “drastico calo di start up” evocato dall’atto parlamentare, il Governo ha replicato spiegando che “delle fluttuazioni, dovute a entrate e uscite, fanno parte della natura stessa di un Tecnopolo”. Infine, "grazie alla nuova strategia di supporto alle start-up nonché alla recente entrata in vigore a livello cantonale di nuove misure fiscali volte a incentivare investimenti privati in start-up innovative, il Ticino sta diventando un Cantone particolarmente attrattivo non solo per fare crescere iniziative nate sul territorio cantonale, ma anche per attrarre start-up dal resto della Svizzera e del mondo".
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