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Carburante
Il taglio alle accise mette sotto pressione i distributori ticinesi
Federico Marino
5 giorni fa
La misura, decisa da Roma e valida per 20 giorni, prevede uno «sconto» di 25 centesimi al litro. L'associazione di categoria ticinese si dice preoccupata e chiede un intervento politico.

I prezzi del carburante restano un tema scottante, in particolare nel nostro Cantone. Il taglio delle accise deciso da Roma lo scorso mercoledì va ad aggiungersi alle tensioni internazionali ed al franco forte, già fattori di pressione ed aumento dei prezzi. Ticinonews si è recato oltreconfine e ha parlato con gli attori del settore per capire meglio la situazione. 

La preoccupazione della categoria

I cambiamenti di prezzo legati al taglio delle accise di 25 cts. al litro, per ora, non si avvertono pienamente o in modo uniforme. Non ancora tutti i distributori d'oltreconfine hanno già adeguato i loro prezzi. Anche per questo motivo le abitudini di rifornimento dei clienti oltreconfine variano ancora molto: «al momento faccio benzina in Svizzera, a Lugano. Per ora continuo così, non so se cambierò le mie abitudini», ci viene detto. D'atra parte c'è chi cambierà le proprie abitudini e si recherà in Italia per fare il pieno. Quel che è certo è che le conseguenze a medio termine del taglio delle accise, previsto per 20 giorni, preoccupa già da ora l'associazione di categoria. «L'effetto diretto l'abbiamo già vissuto nel 2022, quando lo Stato Italiano aveva già ridotto le accise in seguito alla Guerra in Ucraina. La gente non viene più a fare benzina, soprattutto in zona di confine. Addirittura - speriamo di no - c'è anche il ticinese che va a far spesa in Italia e ne approfitta per fare il pieno», spiega Boris Martinoni, portavoce dell'Associazione ticinese delle stazioni di servizio. Secondo Martinoni la situazione dev'essere in primis politica: «bisognerà monitorare le cose, si cercherà di ridurre i costi dove possibile. Realmente però quello che può aiutare è ridurre le accise. Ridurre gli impieghi «è l'ultima ratio. Non si vuole mai chiudere, ci sono delle famiglie che vivono, del personale, speriamo di non arrivare mai lì», ribadisce Martinoni.

Le mosse della politica

Nel frattempo, si muove anche la politica. Dopo l'interpellanza di Lorenzo Quadri di poche settimane fa, anche Piero Marchesi si è rivolto al Consiglio Federale chiedendo la riduzione delle imposte sugli oli minerali. Che ad oggi pesano sul prezzo alla colonnetta per un totale di 80 cts. al litro. «Abbiamo visto l'aumento del prezzo alla pompa dei carburanti, questo diventa un problema per cittadini, famiglie e imprese. Il governo italiano ha approvato delle accise anche solo per 20 giorni ma quanto meno c'è stata una risposta. Per questo motivo chiedo al Consiglio Federale che venga adottata una risposta, affinché il prezzo del carburante rientri sotto una soglia accettabile», spiega Marchesi.