
Il Centro Svizzero di Calcolo Scientifico (CSCS) dispone ora, come primo operatore di servizi della Svizzera attivo in ambito scientifico, di un collegamento di rete con una velocità di 100 gigabit al secondo. Nello stesso lasso di tempo può ora essere trasmessa una quantità di dati fino a cinque volte maggiore rispetto a prima, accelerando così di molto il trasferimento di dati tra gli utenti e il centro di calcolo.
Un rapido scambio di dati tra strutture di ricerca e centri di calcolo è di fondamentale importanza nell’era dei «big data». Il Centro Svizzero di Calcolo Scientifico (CSCS) ha pertanto assunto, a tale riguardo, un ruolo pionieristico: come primo centro operativo in Svizzera (fatta eccezione del centro europeo di fisica nucleare CERN), il CSCS dispone ora di un collegamento, presso il gestore della rete per la scienza in Svizzera SWITCH, con una velocità di 100 gigabit al secondo (Gbit/s). Due anni fa, SWITCH aveva iniziato a rinnovare e ampliare la propria rete in fibra ottica, per aumentare la velocità di trasmissione ottica di dati. Attualmente, sulla rete SWITCH si possono trasmettere fino ad 88 volte 100 Gbit di dati al secondo. Il modernizzato anello in fibra ottica, lungo 1'000 chilometri, Ginevra-Zurigo-Lugano-Ginevra è stato messo in funzione di recente.
Velocità cinque volte superiore rispetto a primaIl CSCS sfrutta, come operatore di servizi in ambito scientifico, questa modernizzazione: grazie al collegamento da 100 Gbit/s, il centro di calcolo con sede a Lugano è ora in grado di trasmettere, nello stesso lasso di tempo, una quantità di dati cinque volte superiore rispetto a prima. Ogni secondo, la linea trasferisce un volume di dati che corrisponde alla quantità contenuta in 2,5 DVD. La trasmissione dei dati contenuti in un singolo DVD attraverso un computer domestico − che, di solito, può contare su una velocità di collegamento da 50 a 100 megabit al secondo −impiegherebbe 600 volte più tempo, ovvero ben 10 minuti.
Con il nuovo collegamento in fibra ottica,il CSCS è ben equipaggiato per le quantità di dati in costante aumento. I "big data" stanno diventando sempre di più una tematica centrale, da quando grandi progetti di ricerca, come il Large Hadron Collider al CERN, producono e analizzano enormi quantità di dati, per «estrarre», ad esempio, il bosone di Higgs − ma anche da quando, con l’ausiliodi supercomputer sempre più performanti, è possibile effettuare in maniera più dettagliata simulazioni e calcoli particolarmente articolati, per risolvere quesiti complessi, ad esempio nella ricerca dei materiali, nella fisica o nelle scienze terrestri.
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