
In sei mesi il super-radar piazzato sull'autostrada A2 in direzione nord, in territorio di Carasso, ha registrato decine di migliaia di infrazioni.
Il dato è emerso ieri sera, durante la puntata di Piazza del Corriere su TeleTicino, dedicata proprio alla prevenzione stradale e che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi e del comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi.
Tra queste decine di migliaia di infrazioni, le più gravi riguardano due automobilisti, fotografati rispettivamente a 221 e 213 chilometri orari. Entrambi hanno ora davanti un procedimento penale.
Ora, ha affermato il comandante Cocchi, dopo la fase sperimentale si sta valutando un eventuale acquisto del super-radar (dal costo oscillante tra i 150'000 e i 600'000 franchi, a dipendenza delle opzioni), che per intanto è stato riconsegnato al fornitore ticinese. Cocchi ha sottolineato come il ruolo del moderno apparecchio non sia solo quello di controllare la velocità, bensì anche di fornire alle forze dell'ordine numerose altre informazioni, che permettono anche di lottare contro la criminalità, in particolare quella transfrontaliera.
Un aspetto, questo, forse trascurato da molti automobilisti ticinesi, che vedono il radar unicamente come modo per far cassetta.
In parte è vero, ma a questa cassetta contribuiscono in buona parte anche gli automobilisti confederati e stranieri. Lo ha sottolineato Norman Gobbi: "Non è vero che ce l'abbiamo con gli automobilisti ticinesi, visto che solo il 47% delle multe viene intimato a vetture con targhe TI."
In altri Cantoni questa percentuale è più alta. Ma in Ticino, ha concluso Cocchi, non si vuole diventare repressivi come altrove in Svizzera: "Facciamo repressione laddove serve."
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