
La denuncia arriva in un’interrogazione firmata dal consigliere comunale luganese Ugo Cancelli. I parrucchieri, come è noto, hanno dovuto introdurre alcune misure di sicurezza supplementare, come l’uso di guanti e mascherine. Ma a Lugano, secondo cancelli “diversi saloni hanno deciso di applicare alla clientela sovrapprezzi di vari franchi (fino a cinque franchi e oltre) per l’utilizzo del materiale monouso (mascherine, guanti, disinfettante, ecc.), il cui costo è ora nettamente inferiore (il prezzo di una mascherina varia attualmente da 0,80 a 0,90 centesimi). Si tratta di un “pizzo” inaccettabile, dato che le misure imposte sono obbligatorie e che in nessun caso dovrebbero essere riversate sul cliente”, si legge.
Ecco quindi che il consigliere comunale PLR ha chiesto al Municipio di Lugano:
- La città affitta spazi commerciali di sua proprietà a saloni di parrucchieri?
- Nel caso affermativo, la città ha accordato loro la sospensione dell’incasso degli affitti?
- Saloni di parrucchieri attivi a Lugano, beneficiano di aiuti materiali/finanziari da parte della città?
- Come giudica il lodevole Municipio la decisione di alcuni parrucchieri ed estetisti di far pagare alla clientela questo sovrapprezzo, quando queste misure sono obbligatorie?
- La città di Lugano è disposta a fornire materiale di protezione monouso alla popolazione affinché non debba pagare questi sovrapprezzi?
- Il Municipio può imporre alla categoria dei parrucchieri di comunicare e indicare chiaramente alla clientela (tramite cartelli e sul listino dei prezzi) l’ammontare del sovrapprezzo che si dovrà sborsare per queste misure?
- Cosa intende fare il Municipio per frenare quello che si annuncia come un aumento generalizzato dei prezzi con la scusante delle misure di protezione obbligatorie, in vista della prossima graduale riapertura degli altri settori economici?
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