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Ticino
Il Sindacato degli studenti tuona contro Bertoli
Il Sindacato degli studenti tuona contro Bertoli
Il Sindacato degli studenti tuona contro Bertoli
Redazione
10 anni fa
"Secondo lui ai 'lazzaroni' va negato il diritto allo studio". A rimetterci "gli studenti delle fasce sociali più sfavorite"

Il Sindacato Indipendente degli Studenti e degli Apprendisti (SISA) prende posizione sul nuovo Regolamento della Legge sulle Scuole Medie Superiori entrato in vigore ieri e voluto dal Direttore del DECS Manuele Bertoli.

"Il Sindacato Indipendente degli Studenti e degli Apprendisti prende atto con profondo rammarico di questa decisione del Consiglio di Stato, giustificata da una consultazione “pro-forma” (in realtà una vera e propria farsa) che non ha visto coinvolti gli studenti e rivela quanto il DECS sia davvero interessato al loro parere", esordisce il comunicato del SISA.

Il sindacato parla di una vera e propria ghigliottina che si sarebbe abbattuta sui licei e sulla SCC ticinesi. "La dottrina Bertoli si basa sulla tesi per cui gli studenti bocciano perché non sono davvero motivati e spesso identificano il liceo come un “parcheggio” utile a schiarirsi le idee per uno o più anni. Il nuovo testo di legge introduce alcune nuove regole che dovrebbero far desistere questi “lazzaroni” dall'iscriversi in una scuola al sopra delle loro possibilità", si è indignato il SISA.

"Questa lettura della situazione ci sembra però piuttosto semplicistica e fuorviante: l'esplosione delle bocciature nelle scuole medie superiori è un problema oggettivo (agli inizi degli anni 2000, gli studenti che bocciavano il primo anno erano in media il 20%; oggi siamo oltre il 30%!), ma ci pare davvero fuori luogo affermare che questa sia dovuta ad un'altrettanta esplosione della “demotivazione” degli allievi".

"La risposta - sostiene il sindacato - è da cercare altrove: da un lato, la scuola è divenuta più esigente (a causa della “kleine Revision” del 2008, che ha dato più importanza alle materie scientifiche, fonte di grosse difficoltà per gli studenti appena usciti dalla scuola media); dall'altro, la scuola ha perso risorse e con esse la possibilità di fornire un'istruzione equa e inclusiva a tutti gli studenti. Servizi come le lezioni di recupero, di assistenza allo studio, ecc. scompaiono anno dopo anno in tutte le scuole superiori ticinesi, e ora il governo vorrebbe sopprimere anche una buona parte dei corsi facoltativi e supplementari che vi vengono proposti".

Per il Sindacato le principali vittime saranno "ancora una volta gli studenti delle fasce sociali più sfavorite, i quali già oggi partono in svantaggio rispetto ai propri compagni più benestanti e con queste misure si vedrebbero chiusa in faccia la porta verso un'istruzione universitaria e una posizione sociale migliore rispetto a quella della propria famiglia d'origine"

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