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Ticino
Il siluro fa litigare sul Verbano
Il siluro fa litigare sul Verbano
Il siluro fa litigare sul Verbano
Redazione
10 anni fa
I pescatori professionisti accusano i dilettanti di aver immesso il "mostro" nel lago. "Non è affatto vero"

Il pesce siluro, un cui esemplare è di recente giunto nel Lago di Lugano (vedi articoli suggeriti), agita le acque pure del Lago Maggiore.

In questo caso la battaglia si svolge tra i pescatori professionisti e i dilettanti, accusati dai primi di essere la causa della presenza del "mostro" nelle acque del Verbano.

"Se siamo in questa situazione, lo dobbiamo anche ai pescatori dilettanti, che per anni hanno usato, quale esca, non soltanto gardon e mameli, ma anche piccoli siluri, che hanno poi trovato un'ambiente ideale per riprodursi, grazie soprattutto alla sventurata decisione di creare delle riserve di pesca nel golfo di Locarno e alle Isole di Brissago" affermava il pescatore professionista Ivano Conti qualche settimana fa sul Corriere del Ticino.

Una tesi contestata da due pescatori dilettanti, Piergiorgio Nessi e Luciano Petrozzi, i quali, come si legge oggi sul Corriere del Ticino, hanno di recente inviato una lettera al Dipartimento del territorio per "smentire categoricamente" le affermazioni del professionista.

"L'uso di pesciolini da esca, con esemplari non autoctoni, è vietato dalla legge" spiegano i due dilettanti. "E nel caso del siluro risulta assai difficile se non addirittura impossibile reperire pesciolini in Ticino."

Nessi e Petrozzi scrivono che "è risaputo che i siluri presenti da anni nel fiume Po sono risaliti fino al Verbano grazie alle scale di monta realizzate ultimamente sulle chiuse" e ricordano che gli stessi dilettanti "si adoperano nell'allevamento e nell'immissione di pesci autoctoni quali la trota e il coregone".

"Gli sforzi di questa categoria sono pure orientati verso il miglioramento dell'ambiente acquatico, per esempio con la creazione di letti di frega per il pesce persico realizzati mettendo in acqua degli alberelli, e richiedendo a gran voce nuove zone di protezione e l'estensione di quelle esistenti" aggiungono i due pescatori dilettanti.

"Solo con una maggiore salvaguardia delle nostre acque si potrà un giorno migliorare la resa delle catture nei nostri laghi" concludono Nessi e Petrozzi. "Non va quindi fatta confusione tra la lotta al pesce esotico e l'istituzione e la regolamentazione delle zone di protezione per la riproduzione dei pesci autoctoni. Il contenimento del siluro può essere di sicuro effettuato anche nella zone di divieto di pesca, utilizzando reti apposite a maglia larga."

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