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Ticino
"Il settore elettrico è in difficoltà"
"Il settore elettrico è in difficoltà"
"Il settore elettrico è in difficoltà"
Redazione
10 anni fa
Il Governo risponde a un'interrogazione sulla possibile perdita di impieghi nelle valli. "Al momento non si sa nulla"

Le attuali difficoltà del settore elettrico porteranno a tagli di impieghi nelle valli ticinesi? È ciò che si sono chiesti i deputati Fiorenzo Dadò (PPD), Giacomo Garzoli (PLR), Germano Mattei (Montagna Viva), Walter Gianora (PLR), Simone Ghisla (PPD), Gina La Mantia (PS), Michele Guerra (Lega), Franco Celio (PLR), Nadia Ghisolfi (PPD), Omar Terraneo (PLR), Fabio Badasci (Lega) e Giorgio Pellanda (PLR), che lo scorso 21 settembre avevano inoltrato un'interrogazione parlamentare.

Nella sua risposta del 4 ottobre il Governo condivide le affermazioni secondo cui “da qualche anno ormai si constatano grosse difficoltà del settore elettrico”, riconoscendo che “le società idroelettriche rappresentano un pilastro insostituibile della politica energetica federale” e confermando di seguire attentamente "il settore e con particolare attenzione l’evolversi della situazione in questi ultimi anni".

"La situazione è particolarmente delicata per le aziende idroelettriche svizzere che si trovano a dover vendere la loro pregiata energia in un mercato i cui prezzi sono ben al di sotto dei costi di produzione - evidenzia il Consiglio di Stato - Questi fatti hanno condotto ad adottare delle modifiche di legge a sostegno dell’idroelettrico, e più precisamente un modello di premio di mercato e un contributo agli investimenti anche per i grandi impianti idroelettrici".

"Non si può ignorare come l’attuale situazione del mercato energetico presenti a breve delle sfide concrete per le aziende elettriche svizzere in generale e di riflesso anche per la Maggia SA (Ofima) e la Blenio SA (Ofible)", evidenzia il Governo. Per quel che riguarda eventuali riduzioni di organico da parte delle due aziende (l'oggetto della prima domanda dell'interrogazione), il Consiglio di Stato risponde affermando che "al momento non è dato sapere quali misure di risparmio e di ottimizzazione verranno concretamente prese in considerazione, e tanto meno quando è prevista una loro applicazione. Nessuna decisione in merito è stata presa.”

Gli interroganti si erano informati su possibili sinergie con AET e con le società di distribuzione attive nel Cantone, uno scenario che il Governo condivide ("la collaborazione nel settore elettrico ticinese rappresenta una prerogativa indispensabile") e che attualmente è in fase di verifica, anche se "la situazione non è rosea nemmeno per l'AET stessa".

"Le prime ipotesi di lavoro sono al vaglio tra le parti interessate - ha confermato il Consiglio di Stato - Giova pure ricordare come nel CdA di Ofima e in quello di Ofible sieda un dirigente di AET quale rappresentante del Cantone", la cui presenza "favorisce possibili importanti sinergie fra le citate aziende".

Il Governo cantonale ha infine replicato alle preoccupazioni degli interroganti riguardo le ripercussioni sulla manutenzione degli impianti in seguito a un'eventuale riduzione di personale: "Le possibili misure di risparmio e ottimizzazione vanno considerate nella misura in cui il compito prioritario delle società potrà essere assolto anche in futuro, ben coscienti del fatto che gli impianti, per quanto concerne la loro sicurezza e funzionalità, dovranno essere mantenuti in buono stato anche sul lungo termine.”

"Il rischio non è da sottovalutare - ammette il Consiglio di Stato - Tuttavia, il concessionario ha l'obbligo di mantenere in uno stato idoneo all'esercizio le opere e istallazioni sottoposte al diritto di riversione. Sarà pertanto nostro compito vegliare sul rispetto di tali obblighi".

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