
Il Consiglio di Stato ha risposto all'interrogazione dei deputati Henrik Bang e Raoul Ghisletta (PS) sui controlli sulle ditte di sorveglianza abilitate dal Cantone. L'atto parlamentare, ricordiamo, aveva preso spunto dall'edizione dello scorso 4 novembre del domenicale “Il Caffè”, che aveva parlato di pagamenti in nero di una parte delle prestazioni lavorative della ditta Argo 1 (vedi articolo suggerito).
Riguardo ai controlli effettuati dalla Gendarmeria della Polizia cantonale, dalla risposta governativa si evince che nel 2017 ne sono stati effettuatti 12 per un totale di 137 persone controllate, 15 delle quali sono state denunciate/segnalate. Nel 2018, invece, i controlli sono stati 7 per un totale di 154 persone controllate e 0 denunce/segnalazioni.
Gli organi di controllo preposti alla verifica del rispetto del Contratto collettivo di lavoro (CCL) per il ramo dei servizi di sicurezza privati non sono di contro "tenuti a inviare copia dei loro accertamenti all’Ufficio per la sorveglianza del mercato del lavoro (USML), se non nell'ambito di controlli congiunti effettuati con l’Ufficio dell’Ispettorato del lavoro (UIL) o qualora emergessero presunte infrazioni alla Legge federale concernente i provvedimenti in materia di lotta contro il lavoro nero (LLN)".
Per quanto riguarda la procedura di controllo in applicazione della Legge federale concernente le misure collaterali per i lavoratori distaccati e il controllo dei salari minimi previsti nei contratti normali (LDist), tutte le infrazioni al CCL inerenti ai lavoratori distaccati "devono invece essere trasmesse ai succitati organi cantonali".
"Un settore a rischio" - Il Consiglio di Stato ha rilevato che da tempo la SECO inserisce il settore della sorveglianza (aziende non sottoposte al CCL) fra quelli “sotto stretta osservazione”, motivo per cui l’UIL esegue i controlli delle condizioni salariali di queste società.
L’inchiesta eseguita dall’UIL nel 2017 per conto della Commissione tripartita in materia di libera circolazione delle persone (CT) ha permesso di controllare tutte le aziende non assoggettate al CCL e dalle verifiche è emersa una situazione di dumping salariale. Ciò ha portato all’adozione di un contratto normale di lavoro (CNL) con salari minimi vincolanti per il ramo dei servizi di sicurezza privati (aziende con meno di 10 dipendenti), entrato in vigore il 1° febbraio 2018.
Inoltre, su esplicita raccomandazione della SECO, negli ultimi anni, è stata intensificata la collaborazione tra la Commissione Paritetica Sicurezza (CoPa) e la Commissione tripartita. "In effetti, anche in Ticino il settore della sorveglianza e della sicurezza è considerato un settore a rischio, motivo per cui una stretta collaborazione tra la CoPa e la CT è fondamentale. Ciò permette un accresciuto scambio di informazioni volte a stabilire l’assoggettamento al CCL e un più efficace coordinamento delle attività di controllo", ha ammesso il Governo. Per poter meglio fronteggiare il problema la CoPa ha manifestato l’intenzione di assumere un ispettore al 50% per il Cantone.
Infine, il Governo ha spiegato che le banche dati disponibili non permettono di stabilirie che percentuale indicativa delle ditte abilitate dal Cantone richiede ogni 3 mesi gli attestati necessari per partecipare agli appalti pubblici.
(Foto esemplificativa d'archivio)
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