Cerca e trova immobili
Ticino
Il sergente torna in libertà
Redazione
12 anni fa
Scarcerata la guardia di confine arrestata tre settimane fa insieme ad altre cinque persone per riciclaggio di denaro e altri reati finanziari

Il sergente delle Guardie di confine, finito in manette tre settimane fa nell'ambito di un'inchiesta per riciclaggio di denaro e altri reati finanziari, è stato rimesso giovedì in libertà.

Come riferisce il Corriere del Ticino, il 45enne resta indagato insieme ad altre cinque persone: sua moglie, un'altra donna e un uomo domiciliati nella regione, un 30enne brasiliano titolare di un money transfer a Lugano e un 54enne straniero, attivo in un istituto finanziario luganese. Quest'ultimo era stato arrestato in un secondo momento e sembra essere una delle persone su cui si appoggiavano i brasiliani (il 30enne insieme alla moglie del sergente) per far perdere le tracce di denaro.

Secondo le ipotesi degli inquirenti e le ammissioni degli stessi indagati i soldi provenivano, da una parte da attività nel campo della ristorazione da parte di cittadini cinesi in Lombardia, dall'altra da attività legate alla prostituzione irregolare. Si parlerebbe di un giro d'affari che ha fruttato sui 5-6 milioni di franchi nell'arco di sei mesi, anche se il condizionale resta d'obbligo. Il denaro sarebbe approdato a Lugano negli uffici della società di trasferimento fondi, attraverso trasporti da 100-300mila euro in contante a settimana.

Restano ancora da chiarire i ruoli dei singoli indagati. Sembra che la Guardia di confine, ora sospesa dal Corpo e pronta a collaborare con le autorità, abbia svolto il ruolo di corriere, tant'è che al momento dell'arresto è stata trovata con addosso 120-140mila euro. Il 45enne avrebbe inoltre fornito agli spalloni importanti informazioni su dove passare senza incappare in controlli. Reponsabilità minori avrebbe per contro avuto la seconda donna finita in manette. La donna lavorava presso gli uffici luganesi occupandosi di invii minori di denaro. Per questo motivo è stata rilasciata subito dopo il fermo.

Le indagini sarebbero iniziate circa tre mesi fa con una segnalazione alle autorità. Polizia e Magistratura hanno tenuto d'occhio nelle settimane seguenti i movimenti del sestetto attraverso appostamenti, pedinamenti e intercettazioni, ricostruendo così la dinamica dei presunti traffici illeciti a cavallo della frontiera.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata