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Ticino
Il sergente era imbottito di denaro
Redazione
13 anni fa
Al momento dell'arresto aveva indosso almeno 100mila euro. Mentre si batte la pista cinese, una delle due donne è già stata rilasciata

Hanno fornito le prime ammissioni, durante gli interrogatori di ieri condotti dal procuratore generale John Noseda, le cinque persone arrestate tra martedì e mercoledì con l'accusa di riciclaggio di denaro. E d'altronde, posti di fronte all'evidenza, non avrebbero potuto fare altro.

Il traffico di denaro accertato, per ora, resta attorno ai 3 milioni di franchi, anche se questa cifra pare destinata a lievitare. Sembra che il gruppo effettuasse uno o due trasporti a settimana, con una somma tra i 100mila e i 300mila euro per ogni trasferta. Tutto questo denaro approdava negli uffici di Lugano della società di trasferimento fondi della moglie della Guardia di confine e del suo collaboratore brasiliano.

Abbastanza clamorosa la novità emersa ieri: sembra che a fungere da corriere di valuta sarebbe stato pure lo stesso sergente delle Guardie di confine. Secondo la RSI, al momento dell'arresto il 45enne avrebbe avuto indosso una cospicua somma di denaro, superiore ai 100mila euro. Ad averlo spinto ad infrangere la legge, sarebbero state presunte difficoltà finanziarie. L'uomo, difeso dall'avvocato Maria Galliani, sta ora fornendo piena collaborazione agli inquirenti.

Intanto una delle cinque persone arrestate, la seconda donna, è già stata rilasciata. Il ruolo della cinquantenne, che lavorava presso l'ufficio luganese, sarebbe stato marginale, essendosi occupata unicamente di invii minori di denaro. Ieri quindi la donna ha potuto uscire dal carcere, anche se resta indagata a piede libero.

Sulla provenienza dei fondi si sta invece vagliando una seconda pista. Dopo quella già emersa ieri, legata alla prostituzione, gli inquirenti ipotizzano ora pure un collegamento con i ristoratori cinesi attivi in Lombardia.

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