
L'iniziativa popolare della Lega dei Ticinesi per ancorare il segreto bancario nella Costituzione federale è fallita. Lo ricorda oggi la Cancelleria federale, precisando che il movimento di Giuliano Bignasca non è riuscito a raccogliere le 100'000 firme necessarie entro il primo ottobre 2010.Già la scorsa primavera, il presidente della Lega aveva dichiarato di aver ottenuto in poco meno di un anno soltanto 55'000 sottoscrizioni, di cui un terzo provenienti dal canton Ticino. Quando, il 31 marzo 2009, l'iniziativa denominata "Difendiamo la Svizzera! Il segreto bancario nella Costituzione federale" era stata pubblicata nel "Foglio Federale", Bignasca si era detto fiducioso di poter raccogliere le 100'000 firme necessarie soltanto con l'aiuto dell'Unione democratica di centro. Tale sostegno è però venuto a mancare, poiché soltanto la sezione ticinese dell'UDC e i giovani democentristi hanno contribuito alla raccolta delle firme."Ognuno ha il diritto alla segretezza delle sue relazioni d'affari con le banche autorizzate ad operare in Svizzera", affermava il testo proposto dalla Lega. Esso prevedeva inoltre che "nessuna informazione sarebbe stata trasmessa a una entità estera o a un'autorità federale non vincolata dal segreto bancario" senza il consenso della persona interessata, a meno che "l'attività perseguita sia punibile dal diritto interno (principio della doppia incriminazione)".ATS
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