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Ticino
"Il segreto bancario è d'ostacolo alle indagini"
Redazione
17 anni fa
Parola di procuratore antimafia. Michele Prestipino, l'uomo che ha arrestato Bernardo Provenzano

Lui sa come si acchiappa un fantasma. Lui è l’uomo che ha catturato Bernardo Provenzano. Il magistrato che gli è stato appresso per sette anni. Quello che, con l’aiuto di colleghi e poliziotti, ha ricostruito indizio dopo indizio una mappa che non c’era. Una cartina fatta di pizzini, intercettazioni, catture e appostamenti con le più sofisticate tecnologie. Una percorso lungo e tortuoso: come la strada che l’11 aprile del 2006 lo ha portato fino al casolare di Montagna dei Cavalli, l’ultimo nascondiglio del fantasma di Corleone. Un fantasma che dopo 43 anni di latitanza aveva finalmente un volto, una voce, uno sguardo. Il capo dei capi, colui che, prima con l’amico di sempre Totò Riina, e poi da solo aveva guidato Cosa Nostra nell’apice della sua potenza. Bernardo Provenzano: l’ultimo grande padrino della mafia siciliana. Lui è Michele Prestipino. Ieri era all’università LUDES a Pazzallo, per tenere una lezione sulla lotta alla criminalità organizzata. Lo abbiamo incontrato. E con lui abbiamo parlato del giorno della cattura del Capo dei Capi di Cosa Nostra, del codice segreto dei pizzini di Provenzano. Passando per le grandi difficoltà che il segreto bancario crea alle indagini antimafia e dei soldi mafiosi che circolano a Lugano e in Svizzera. Fino alla paura di fare il proprio mestiere.  Chi è Michele PrestipinoMichele Prestipino, romano di origine siciliana, 52 anni, è entrato in magistratura nel 1984. Dal 1998, è stato componente della Direzione distrettuale antimafia, sostituo procuratore a Palermo, ha indagato sulle diverse articolazioni del sistema Provenzano, da quelle economico-finanziarie a quelle operative e militari, fino all’arresto del capo di Cosa nostra. Attualmente è procuratore aggiunto a Reggio Calabria. Il suo impegno ora è concentrato nella lotta alla 'Ndrangheta. Ha scritto e collaborato alla scittura di diversi libri, tra cui: "Voi non sapete", di Andrea Camilleri; "Il Codice Provenzano", con Salvo Palazzolo

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